Dopo la pausa estiva tornano “I Sabati di Cultura”: si riparte con lo scoop su Elisa Chimenti

 

Dopo la pausa ferragostana, tornano “I Sabati di Cultura”, la rubrica che un anno fa nacque quasi come una scommessa e che, invece di esaurire rapidamente la propria spinta, ha finito per diventare un appuntamento capace di riportare alla luce pagine dimenticate della storia di Calvizzano. Quando cominciammo, nell’agosto dello scorso anno, pensavamo che un’iniziativa del genere, in un paese piccolo come Calvizzano, potesse avere vita breve. Appena quattro chilometri quadrati di territorio, in gran parte costituiti da terreni agricoli, e circa 13 mila abitanti: numeri che fanno di Calvizzano il comune meno popolato dei sette del comprensorio giuglianese. Per questo avevamo persino pensato che, una volta esaurite le storie e i personaggi locali, sarebbe stato naturale allargare la ricerca ai comuni viciniori, a cominciare da Marano, Mugnano e Villaricca, anch’essi ricchissimi di storia, cultura, personaggi e vicende ancora tutte da raccontare.

Ma Calvizzano, evidentemente, aveva ancora molto da dire.

La rubrica è arrivata a compiere un anno e, soprattutto, non ha esaurito il materiale. Al contrario, ogni ricerca ha aperto nuove porte, ogni documento ha suggerito una nuova pista, ogni personaggio riscoperto ha fatto emergere altre storie. Il mosaico della cultura calvizzanese, dunque, è tutt’altro che completato: restano ancora molti tasselli da collocare e, forse, proprio quelli più sorprendenti.

E così, al ritorno dalle vacanze, ripartiamo con il botto.

La nuova stagione si apre infatti con una serie di scoop di grande valore storico e socio-culturale, vicende che non dovrebbero rimanere confinate nelle pagine di una rubrica, ma potrebbero diventare materia per incontri, convegni, mostre, eventi culturali e persino occasioni di gemellaggio. È qui che la ricerca storica può fare un salto di qualità: non limitarsi a raccontare ciò che è stato, ma trasformare la memoria in un elemento di identità e di progettualità per il presente e per il futuro di una comunità. Per questo, forse, sarebbe necessario mettere intorno a un tavolo un vero e proprio gruppo di lavoro, capace di raccogliere queste scoperte, verificarle, approfondirle e trasformarle in iniziative permanenti. Un gruppo di lavoro che potrebbe essere guidato dalla dinamica delegata alla Cultura Fabiana Sarracino, alla quale non mancano certamente entusiasmo e capacità di guardare oltre l’ordinario.

Fabiana Sarracino
E se si vuole davvero costruire una politica culturale che lasci una traccia, servirebbero anche strumenti e persone. Per esempio, una nuova Pro Loco, dopo la non lunga esperienza di quella precedente, e una figura come Maria Luisa Sabatino, che possa tornare a mettere entusiasmo, competenza e capacità organizzativa al servizio della promozione del territorio.

Marialuisa Sabatino
In questo percorso, con il nuovo sindaco Luciano Borrelli, ci sarebbe anche la possibilità di aprire una stagione nuova sul terreno del dialogo e della collaborazione tra istituzioni, associazioni, studiosi e cittadini. Un dialogo che potrebbe diventare la condizione ideale per dare finalmente una struttura alle tante energie culturali che, spesso, rimangono isolate.

Luciano Borrelli
Ma non usciamo fuori tema.

Perché il primo appuntamento della nuova stagione è dedicato a una figura che merita tutta la nostra attenzione: Elisa Chimenti.

La sua è una delle scoperte che più di altre dimostrano quanto sia ancora vasto il patrimonio di storie che Calvizzano può offrire. Una vicenda che non riguarda soltanto il passato e la curiosità degli appassionati di storia locale, ma che potrebbe aprire la strada a iniziative culturali, rapporti con altre comunità e, perché no, eventi e gemellaggi. A ricordare quanto sia stata importante, per molte delle ricerche diventate poi articoli, la consultazione delle fonti storiche è Gianpaolo Cacciapuoti, giovane appassionato di storia locale.

Gianpaolo Cacciapuoti
È stato proprio Cacciapuoti a sottolineare l’utilità del volume “Antiche famiglie di Calvizzano”, dello storico Peppe Barleri Biondi, una pubblicazione che rappresenta oggi una fonte preziosa per chiunque voglia ricostruire il passato della nostra comunità. Il libro fu stampato nel 2005, a spese dello stesso autore e in tiratura limitata. Un volume, dunque, non facilmente reperibile, il cui valore è diventato ancora più evidente con il passare degli anni.

Peppe Barleri
E qui entra in gioco anche la disponibilità di Mimmo Rosiello, che, come ha evidenziato Cacciapuoti, proprio grazie alla sua esperienza di archivista era riuscito a conservare una copia del libro.

“Senza quella copia — è il senso delle considerazioni di Cacciapuoti — molte delle cose che abbiamo potuto ricercare, verificare e poi raccontare sarebbero forse rimaste ancora segrete o, nel migliore dei casi, affidate al dubbio”.

Una considerazione che apre una questione più ampia: quante altre storie calvizzanesi sono ancora nascoste in archivi privati, vecchi libri, documenti di famiglia, fotografie e testimonianze che rischiano di andare perduti?

È anche per questo che “I Sabati di Cultura” non vogliono essere soltanto una rubrica. Vogliono essere, per quanto possibile, un invito a cercare, conservare e condividere la memoria di una comunità. E proprio le storie di Elisa Chimenti e del fisico Cavallo, i due scoop che riproponiamo, dimostrano che dalla ricerca locale possono nascere prospettive molto più ampie.

Tiberio Cavallo
Due personaggi, due vicende, due possibili ponti verso altre realtà.

Partiamo da Elisa Chimenti. Dopo la pausa agostana, “I Sabati di Cultura” tornano dunque a raccontare Calvizzano attraverso le persone, le famiglie, i luoghi e le vicende che ne hanno costruito, spesso lontano dai riflettori, la storia. Perché un paese può essere piccolo sulla carta geografica, ma diventare molto grande quando comincia a conoscere e a valorizzare la propria memoria.

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