Ma
Calvizzano, evidentemente, aveva ancora molto da dire.
La rubrica è
arrivata a compiere un anno e, soprattutto, non ha esaurito il materiale. Al
contrario, ogni ricerca ha aperto nuove porte, ogni documento ha suggerito una
nuova pista, ogni personaggio riscoperto ha fatto emergere altre storie. Il
mosaico della cultura calvizzanese, dunque, è tutt’altro che completato:
restano ancora molti tasselli da collocare e, forse, proprio quelli più
sorprendenti.
E così, al
ritorno dalle vacanze, ripartiamo con il botto.
La nuova
stagione si apre infatti con una serie di scoop di grande valore storico e
socio-culturale, vicende che non dovrebbero rimanere confinate nelle pagine di
una rubrica, ma potrebbero diventare materia per incontri, convegni, mostre,
eventi culturali e persino occasioni di gemellaggio. È qui che la ricerca
storica può fare un salto di qualità: non limitarsi a raccontare ciò che è
stato, ma trasformare la memoria in un elemento di identità e di progettualità
per il presente e per il futuro di una comunità. Per questo, forse, sarebbe
necessario mettere intorno a un tavolo un vero e proprio gruppo di lavoro,
capace di raccogliere queste scoperte, verificarle, approfondirle e
trasformarle in iniziative permanenti. Un gruppo di lavoro che potrebbe essere
guidato dalla dinamica delegata alla Cultura Fabiana Sarracino, alla quale non
mancano certamente entusiasmo e capacità di guardare oltre l’ordinario.
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| Fabiana Sarracino |
| Marialuisa Sabatino |
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| Luciano Borrelli |
Perché il
primo appuntamento della nuova stagione è dedicato a una figura che merita
tutta la nostra attenzione: Elisa Chimenti.
La sua è una
delle scoperte che più di altre dimostrano quanto sia ancora vasto il
patrimonio di storie che Calvizzano può offrire. Una vicenda che non riguarda
soltanto il passato e la curiosità degli appassionati di storia locale, ma che
potrebbe aprire la strada a iniziative culturali, rapporti con altre comunità
e, perché no, eventi e gemellaggi. A ricordare quanto sia stata importante, per
molte delle ricerche diventate poi articoli, la consultazione delle fonti
storiche è Gianpaolo Cacciapuoti, giovane appassionato di storia locale.
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| Gianpaolo Cacciapuoti |
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| Peppe Barleri |
“Senza quella
copia — è il senso delle considerazioni di Cacciapuoti — molte delle cose che
abbiamo potuto ricercare, verificare e poi raccontare sarebbero forse rimaste
ancora segrete o, nel migliore dei casi, affidate al dubbio”.
Una
considerazione che apre una questione più ampia: quante altre storie
calvizzanesi sono ancora nascoste in archivi privati, vecchi libri, documenti
di famiglia, fotografie e testimonianze che rischiano di andare perduti?
È anche per
questo che “I Sabati di Cultura” non vogliono essere soltanto una rubrica.
Vogliono essere, per quanto possibile, un invito a cercare, conservare e
condividere la memoria di una comunità. E proprio le storie di Elisa Chimenti e
del fisico Cavallo, i due scoop che riproponiamo, dimostrano che dalla ricerca
locale possono nascere prospettive molto più ampie.
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| Tiberio Cavallo |
Partiamo da
Elisa Chimenti. Dopo la pausa agostana, “I Sabati di Cultura” tornano dunque a
raccontare Calvizzano attraverso le persone, le famiglie, i luoghi e le vicende
che ne hanno costruito, spesso lontano dai riflettori, la storia. Perché un
paese può essere piccolo sulla carta geografica, ma diventare molto grande
quando comincia a conoscere e a valorizzare la propria memoria.





