Viabilità a Calvizzano (coinvolge anche Marano) e Trasporto Pubblico Locale: la nuova proposta di viabilità del nostro esperto Cacciapuoti per risolvere un problema cronico del paese
Calvizzano, si sa, ha
un problema rilevante di viabilità. Le strade adatte al traffico che deve
sostenere ogni giorno sono molto poche, e questo si fa sentire molto
soprattutto se si parla del Trasporto Pubblico Locale, che è relegato ai
margini del paese specie se si vuole raggiungere Napoli.
Una delle zone più adatte, e al contempo una delle più
trafficate e con più potenzialità, è quella delle Cooperative:
via Pietro Nenni, via PEEP e via Aldo Moro sono infatti le strade più larghe, e
permettono un rapido collegamento a Marano su più fronti, permettendo così un
collegamento anche a Napoli per l’appunto.
Attualmente, però, la viabilità verso Marano è limitata: le uniche due
vie che portano a Marano dalle Cooperative sono viale Pietro Nenni
e via Aldo Moro.
Viale Pietro Nenni sbuca su via Tagliamento, e, a causa
dell’organizzazione della viabilità tra Marano e Calvizzano in zona, non può
che portare sul corso principale di Marano, direttamente tramite via Piave
o indirettamente tramite via Lazio (che sbuca in Corso Italia in un tratto a
senso obbligato a salire verso il Corso Europa di Marano). Inoltre, la strada,
a partire dall’incrocio con via PEEP, si stringe in modo molto pericoloso,
diventando, nel suo tratto finale, una strada di 4m a senso unico alternato,
tra l’altro totalmente assente di sede pedonale.
Tratto
finale di viale Pietro Nenni
Via Aldo Moro è invece una strada più regolamentare,
che sbuca tra Viale della Resistenza e il Corso Mediterraneo di Marano, anche
qui comportando l’obbligo di dover raggiungere Napoli attraversando il
trafficato corso principale di Marano.
Tratto
finale di via Aldo Moro
La necessità, sia per la mobilità privata che per il
TPL, è quindi quella di creare una viabilità che permetta, pur passando da
Marano, di raggiungere più facilmente Napoli, cercando anche e soprattutto di
evitare di percorrere il centro cittadino maranese per un trasporto più rapido.
In questo articolo, quindi, verrà presentata una proposta in merito, che
potrebbe permettere non solo di ottenere ciò, ma anche di poter migliorare la
situazione della mobilità nell’area di via Tagliamento, una strada dove
insistono ben due plessi scolastici, la Vittorio Alfieri (con teatro comunale
annesso) e la Massimo D’Azeglio, e dove è importante anche poter ottenere spazi
parcheggio.
Prima di tutto, è doverosa una premessa: trattandosi di semplici proposte, queste sono da considerarsi puramente ipotetiche. poiché riguardano un territorio densamente urbanizzato come Calvizzano, é inevitabile che alcune di esse possano interessare anche proprietà private. Ciò Nonostante, l'obiettivo non è in alcun modo quello di creare attriti o arrecare pregiudizio a qualcuno, bensì offrire spunti e idee che, qualora venissero presi n considerazione, si auspica possano essere realizzati attraverso soluzioni vantaggiose per tutte le parti coinvolte. il bene comune e il bene del singolo possono e devono coesistere: con queste proposte non si intende quindi suggerire alcuna forma di prevaricazione, ma esclusivamente individuare possibili soluzioni per rendere l'ambiente più vivibile.
Il primo elemento fondamentale di questa proposta è
quello di creare una nuova strada per collegare l’area delle Cooperative
a Marano.
L’elevata presenza di abitazioni, specie lungo via Tagliamento, riduce
le opzioni possibili a una scelta sola: prolungare via Carlo Alberto
Dalla Chiesa.
Questa è una strada privata, che inizia in via Pio La Torre, incrocia via PEEP
e poi prolunga per altri 100m fino a culminare in un conglomerato di abitazioni
che si estende fino a via Vittorio Bachelet.
In
rosso, via Carlo Alberto Dalla Chiesa, fonte Google Maps
Via
Carlo Alberto Dalla Chiesa dall’incrocio con via PEEP, fonte Apple Maps
Questa strada, nel tratto che va da via PEEP fino a salire verso
via Tagliamento, è infatti circondata da proprietà terriere, che si
estendono fino proprio a via Tagliamento.
Espandendo la strada con una deviazione verso ovest, sarebbe quindi possibile prolungare il tracciato attraverso i terreni presenti e raggiungere Marano.
Con una soluzione di questo tipo, si potrebbe costruire una strada a senso
unico che si affianchi a viale Pietro Nenni, creando così una viabilità ad anello composta da due strade a senso unico con direzioni opposte, in grado di garantire un collegamento più efficiente con Marano. Inoltre, trattandosi di una strada da costruire ex novo, potrebbe essere progettata con una pendenza meno marcata rispetto a viale Pietro
Nenni e con un imbocco caratterizzato da curve più ampie e meglio strutturate, risultando quindi ottimale
anche per il transito dei bus a due e tre assi.
Questa soluzione renderebbe il
collegamento tra le Cooperative e Marano adeguato agli attuali flussi di traffico e consentirebbe anche una diversa gestione dello spazio su viale Pietro Nenni, che potrebbe finalmente essere trasformato in una strada a senso unico, una scelta non solo opportuna ma anche necessaria, considerata la sua larghezza. Soprattutto, permetterebbe di realizzare una
sede pedonale, sia attraverso una semplice delimitazione con pali sia mediante la costruzione di un vero e proprio
marciapiede.
Questa operazione, però, potrebbe avere un risvolto
non duplice, ma addirittura triplice: per comprenderlo, è necessario spostarsi su viale Pietro Nenni e analizzare le caratteristiche dimensionali.
Come già detto, viale Pietro Nenni tende progressivamente a restringersi. Già a partire dall’incrocio con via
PEEP, la carreggiata si riduce, rendendo impossibile la realizzazione di una sede pedonale; tuttavia, la larghezza della strada è ancora sufficiente a garantire un corretto deflusso del traffico nei due sensi di marcia.
Negli ultimi 120 metri, però, si verifica un primo restringimento, mentre negli ultimi 60 metri la strada raggiunge una larghezza di appena 4 metri, rendendo inevitabile il passaggio a
senso unico alternato. E' evidente che, a ogni restringimento, il percorso diventa anche progressivamente più difficoltoso e meno sicuro per i pedoni.
Proprio negli ultimi 60 metri, sul lato est della strada, è presente una proprietà che, se acquisita o destinata a uso pubblico, potrebbe risolvere gran parte di queste criticità: si tratta di un autolavaggio non più in
funzione, in un’area di 1600mq.
La
proprietà presente lungo il lato est dell’ultimo tratto di viale Pietro Nenni,
vista dall’alto e da davanti. Fonte Google Maps
Grazie a questa proprietà confinante con viale Pietro
Nenni, sarebbe infatti possibile allargare la strada proprio nel suo tratto più
stretto, consentendo non solo di ottenere una sezione più regolare, ma
soprattutto di ricavare, lungo tutto il viale, lo spazio necessario per la sede
pedonale (soprattutto in caso di istituzione del senso unico con un’unica
corsia di marcia).
Lo spazio recuperato, inoltre, potrebbe essere
sfruttato anche per un’altra opera importante: l’addolcimento della pendenza di
viale Pietro Nenni.
Attualmente, infatti, oltre al problema della
larghezza, viale Pietro Nenni risulta poco agevole per il transito degli
autobus anche a causa della sua pendenza, che rappresenta una criticità per i
mezzi a due e tre assi (lunghi dai 10 ai 14 metri, cioè quelli di maggiore
capacità). Un intervento di allargamento potrebbe quindi consentire anche uno
sbancamento della carreggiata, riducendo sensibilmente la pendenza. In questo
modo, non solo via Carlo Alberto Dalla Chiesa, ma anche viale Pietro Nenni
potrebbe essere interamente percorribile dagli autobus, permettendo così di
sfruttare al massimo questa configurazione per il Trasporto Pubblico Locale.
Come detto, però, questa proprietà potrebbe rivelarsi
fondamentale anche per la realizzazione della nuova strada di collegamento con
via Tagliamento. Essa, infatti, non solo confina con viale Pietro Nenni, ma si
affaccia, con il suo lato corto, anche su via Tagliamento.
L’ex
autolavaggio visto da via Tagliamento, fonte Google Maps
Collegando via Carlo Alberto Dalla Chiesa con l’ex
autolavaggio, infatti, si potrebbe usufruire proprio dello stesso spazio
per collegarla proprio a via Tagliamento. Questo ridurrebbe, quindi, lo spazio
da dover acquisire per migliorare la viabilità.
Ovviamente, con 1600mq di proprietà, una volta
costruita una strada a senso unico e una volta allargata l’altra strada, rimane
altro spazio di proprietà del Comune.
Ebbene, ecco qui il terzo vantaggio: con lo spazio rimanente, è possibile
costruirvi un parcheggio.
Ipotizzando infatti un allargamento di 2m per 60m di
spazio da una parte, e l’occupazione di 6m di spazio per 60m dall’altra,
rimangono circa 1100mq, che sono uno spazio in grado di dare ben 40
posti auto.
Lo
schema totale dei lavori: in rosso le strade, in giallo il parcheggio
Questo parcheggio avrebbe utilità in diverse
situazioni: innanzitutto permetterebbe di riservare ai residenti di questo
tratto di strada posti auto dedicati, consentendo di liberare ulteriormente
viale Pietro Nenni e di realizzare i marciapiedi. Inoltre, e soprattutto,
permetterebbe alla Vittorio Alfieri e a chi parcheggia nei pressi di via
Tagliamento di avere uno spazio dedicato alle auto.
Quest’opera, inoltre, potrebbe essere particolarmente
green: si potrebbe progettare il parcheggio con aree di depavimentazione,
pavimentazione permeabile e alberature, rendendolo anche un’area più fresca
all’interno della zona urbanizzata.
Con questa configurazione, quindi, il passaggio tra
Calvizzano e Marano di persone, auto e autobus sarebbe assicurato. Una volta
raggiunta via Tagliamento, i veicoli possono infatti dirigersi verso Qualiano o
verso il corso principale di Marano attraverso via Piave, oppure entrare in via
Francesco Baracca passando per via Cristoforo Colombo e via Ernesto Che
Guevara.
Il
flusso di traffico una volta usciti su via Tagliamento
Una volta giunti in via Francesco Baracca, però, la soluzione resta sempre obbligata: o proseguire verso Corso Umberto I, oppure raggiungere Corso Italia e, successivamente, Corso Europa, attraverso via Lazio.
Ciò significa che, pur essendo la viabilità più agevole, si è comunque costretti a transitare sul trafficato corso di Marano.
A questo punto, diventa quindi necessaria la collaborazione dell’amministrazione di via Salvatore Nuvoletta. Le soluzioni possibili sono due: una riguardante Corso Italia e l’altra riguardante via Francesco Baracca.
La soluzione relativa a Corso Italia consiste nell’istituire il doppio senso di circolazione nel tratto compreso tra via Emilia e via Lazio. In questo modo, i veicoli provenienti da via Lazio potrebbero svoltare anche in direzione Mugnano, consentendo così di distribuire il traffico sia lungo il corso in direzione Mugnano, sia verso via Santa Maria a Cubito senza dover transitare per Corso Europa, percorrendo invece via San Giacomo, via Raffaele Granata, via Yasser Arafat Premio Nobel per la Pace e via Giuseppe Di Vittorio.
In
rosso, il percorso che permetterebbe da via Lazio di raggiungere via Santa
Mariaa a Cubito evitando il corso principale di Marano
Questa soluzione è a costo contenuto, dato che
riguarda principalmente la rimozione di una parte di cordolo che divide le due
corsie a senso unico oggi presenti per la selezione della corsia; ma il
problema riguarderebbe proprio la perdita di questa doppia corsia,
soprattutto perché risulta essere un tratto particolarmente trafficato
nelle ore di punta dove, per l’appunto, un incrocio tra i sensi opposti
peggiorerebbe drasticamente la situazione.
Proposta
di viabilità per Via Lazio
Un’altra soluzione, invece, è quella di invertire il
senso di marcia di via Francesco Baracca, dall’incrocio con via Tagliamento
fino all’incrocio con via San Giacomo.
Attualmente, salvo i lavori che stanno interessando il
corso principale di Calvizzano, via Francesco Baracca è a senso unico in
entrata da Corso Italia, con un piccolo tratto a doppio senso di circolazione
tra Corso Italia e via Cupa Scondito.
Renderla, invece, una strada a senso unico in uscita
porterebbe molti vantaggi a Calvizzano: innanzitutto, permetterebbe l’uscita
delle auto direttamente su Corso Italia, in un tratto da cui è possibile
bypassare il traffico del corso principale di Marano; inoltre, consentirebbe
non solo alle Cooperative, ma anche al Centro Storico di Calvizzano, di avere
una via di uscita senza dover necessariamente percorrere tutta via Conte
Mirabelli fino all’angusta via Giuseppe Garibaldi.
Questa soluzione si sposerebbe bene anche con un altro
intervento sulla viabilità calvizzanese, ossia l’inversione del senso di marcia
di via Molino e via Roma, che permetterebbe alle auto di defluire in modo
coerente con il senso unico di via Conte Mirabelli e favorirebbe il deflusso
del traffico anche in occasione di eventi liturgici, come matrimoni e funerali,
durante i quali, oltre alle auto dei partecipanti, sono presenti anche i mezzi
legati a tali eventi. In particolare, i cortei funebri potrebbero raggiungere
agevolmente il cimitero passando per via San Giacomo e via Raffaele Granata.
Stato
attuale e proposta per via Francesco Baracca
In
rosso, il percorso che permetterebbe da via Francesco Baracca di raggiungere
via Santa Mariaa a Cubito evitando il corso principale di Marano
Questa scelta rappresenterebbe un aiuto anche per
dotare quella strada di una sede pedonale, permetterebbe inoltre di avere una
seconda fermata del bus per il centro storico e, infine, sarebbe utile anche
alla futura Caserma dei Carabinieri di via Ritiro, con i militari dell’Arma
costretti a uscire proprio su via Francesco Baracca: in questo modo avrebbero
anche la possibilità di bypassare il traffico di Marano e Calvizzano.
Per il trasporto pubblico locale, tuttavia, la strada
potrebbe richiedere qualche accorgimento: la curva nei pressi di via Campania è
infatti particolarmente stretta e questo potrebbe rappresentare un limite per
il passaggio degli autobus più grandi. Per adottare questa soluzione, quindi,
sarebbe necessario allargare la strada in prossimità della curva, un intervento
che permetterebbe di realizzare una curva più ampia, adatta al transito degli
autobus, ma anche un passaggio pedonale più largo sul lato esterno, quello
calvizzanese, dove è già presente una delimitazione con pali, e infine lo
spazio necessario per installare la fermata del bus.
L’allargamento di quella strada, inoltre, non
rappresenta una novità, essendo addirittura previsto nel PRG, ancora vigente,
di Marano, redatto nel 1987.
Pianificazione
del PRG vigente del Comune di Marano di Napoli riguardante via Baracca.
Attualmente, proprio nei pressi della curva vi è un
caseggiato antico, tuttavia non più abitato; mentre nei dintorni sono tutti
terreni. Secondo il PRG vigente, quei terreni sono adibiti a verde pubblico,
mentre l’area del caseggiato è indicata come zona urbana consolidata.
Fabbricato
presente in curva. Fonte Google Maps
Ipotesi
di allargamento via Francesco Baracca
Da una parte vi sarebbe un ostacolo per la demolizione
del caseggiato, ma dall’altra ci sarebbe tutto lo spazio e la possibilità di
effettuare questo tipo di lavori.
L’unico difetto di questa proposta, però, è che
cambiare marcia in via Francesco Baracca priverebbe gli abitanti della zona di
un ingresso alternativo a via Lazio nei momenti di maggiore traffico; ma questo
è risolvibile rendendo il tratto di via Lazio, tra Corso Italia e l’incrocio
con via Cupa Scondito e via Antonio De Curtis, a senso unico ad entrare. In
questo modo, oltre alla selezione della corsia in Corso Italia, vi sarebbe una
corsia di deflusso in via Lazio (sostitutiva del senso opposto verso il Corso
Italia che è poco utilizzato e, con questa impostazione, ridondante rispetto a
via Francesco Baracca). L’incrocio tra via Lazio, via Cupa Scandito e via
Antonio De Curtis, potrebbe poi essere gestito da un impianto semaforico.
Proposta
in sostituzione dell’ingresso di via Francesco Baracca
Via Francesco Baracca, proprio nel tratto tra via
Tagliamento e Corso Italia, è inoltre una strada di confine tra Marano e
Calvizzano, con Calvizzano che gestisce autonomamente il tratto compreso tra
via Cupa Scondito e Corso Italia. Questo significa che la gestione
dell’intervento dovrebbe essere congiunta e richiederebbe, pertanto, una
Conferenza dei Servizi tra i due Comuni (opzione che potrebbe rendere l’intero
progetto un Piano di viabilità intercomunale).
Questo strumento è ben regolato dalla normativa
vigente ed è anche piuttosto rapido (le determinazioni conclusive devono essere
adottate entro 60 giorni). Inoltre, consente di rendere immediatamente efficaci
le disposizioni finali, comprese quelle di variante urbanistica. In poche
parole, superata la difficoltà iniziale di avviare la Conferenza dei Servizi,
le determinazioni conclusive potrebbero essere facilmente rese operative come
varianti al Piano Urbanistico di entrambi i Comuni.
Un progetto del genere avrebbe l’importante merito di
realizzare un’autentica opera di riammagliamento tra Marano e Calvizzano e
permetterebbe a Calvizzano di disporre finalmente di un’uscita in direzione
Napoli pienamente fruibile per diverse tipologie di veicoli, senza limiti di
altezza o di raggio di curvatura. Un’opera che, per la sua portata, potrebbe
anche ottenere con maggiore facilità finanziamenti da altri enti, come la Città
Metropolitana, la Regione o i Ministeri, per la sua realizzazione.
Ci auguriamo, quindi, che le amministrazioni comunali
di Marano e Calvizzano, sia quelle attuali sia quelle future, possano tenere
conto di questa opportunità e dare finalmente al territorio un’organizzazione
che in passato è venuta meno, causando problemi che ancora oggi paghiamo
quotidianamente.
Gianpaolo Cacciapuoti