“Premio Culturale Città di Calvizzano” dimenticato nei programmi: la cultura ancora una volta resta fuori dalla politica
Nella rubrica “I Sabati di Cultura” non possiamo nascondere amarezza e delusione nel constatare che, leggendo i programmi elettorali delle liste in campo, del Premio Culturale Città di Calvizzano non vi sia praticamente traccia. Un’assenza che pesa, soprattutto perché parliamo di una manifestazione ideata da Calvizzanoweb e giunta quest’anno alla tredicesima edizione, diventata negli anni uno dei pochi appuntamenti culturali riconoscibili e continui del territorio. Da Pirozzi, sinceramente, non ci aspettavamo nulla di diverso. Aveva già espresso dubbi sull’esistenza stessa del premio, per cui eravamo certi che non avrebbe trovato spazio nel suo programma elettorale. Una posizione discutibile, ma almeno coerente. Quello che invece sorprende, e non poco, è il silenzio della lista Noi X Calvizzano, che sostiene la candidatura di Borrelli a sindaco. Un silenzio ancora più incomprensibile se si considera che al suo interno figurano esponenti che, in passato, avevano sostenuto apertamente la necessità di istituzionalizzare il premio. Parliamo dei tre ex componenti di Vinciamo per Calvizzano (Giuseppe Santopaolo, Vincenzo Trinchillo e Fabio Felaco) che, nel programma delle amministrative del 2020, avevano inserito nero su bianco la volontà di valorizzare il Premio Culturale Città di Calvizzano, al punto di istituzionalizzarlo. Ma anche di Francesco Ferrillo e Michele D’Ambra, oggi candidati nella stessa coalizione, che arrivarono persino a presentare una mozione in Consiglio comunale per rendere comunale un premio già esistente, consolidato e riconosciuto, legandolo ufficialmente al nome della città. Una proposta bocciata, ma che rappresentava comunque un segnale politico preciso.
Oggi, invece, tutto tace.
E allora una domanda sorge spontanea:
possibile che la cultura debba essere sempre relegata ai margini? Possibile che
un’iniziativa capace di promuovere il nome di Calvizzano, valorizzare talenti,
creare momenti di aggregazione e lasciare un segno positivo sul territorio non
meriti nemmeno una riga nei programmi elettorali?
Qui non si tratta di rivendicare meriti o appartenenze. Si tratta di riconoscere il valore delle cose che funzionano. E il Premio Culturale Città di Calvizzano, nel corso degli anni, ha dimostrato di avere un’identità, una storia e soprattutto una dignità culturale che meriterebbe tutela istituzionale, non indifferenza. Vogliamo sperare che questa omissione non rappresenti una bocciatura definitiva e che, qualora una delle forze politiche oggi candidate dovesse amministrare la città, trovi il coraggio e la sensibilità di recuperare questa attenzione mancata. Perché quando la cultura viene ignorata, a perdere non è un premio. È l’intera comunità.