Lavori idrici a Marano, l’articolo dell’ottobre 2025 che conferma l’impegno costante di Stefania Fanelli: “da sempre sul pezzo per la tutela della città”
L’articolo del 7 ottobre 2025
Nonostante lo scioglimento del Comune, Stefania Fanelli, già consigliera di opposizione e oggi coordinatrice di Sinistra Italiana, continua a vigilare e a sollecitare interventi concreti per la città. Al centro del dibattito, il mancato avvio dei lavori da 3 milioni di euro per la rete idrica
La città continua a fare i conti con una rete idrica inefficiente, guasti frequenti, pressioni bassissime e carenze d’acqua che colpiscono, come sempre, soprattutto le famiglie più fragili. Un quadro che si trascina da anni e che sembrava destinato a cambiare, almeno in parte, con l’avvio del maxi intervento da oltre 3 milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti comunali di accumulo, sollevamento e distribuzione idrica.
“I lavori sono stati aggiudicati lo scorso 13 maggio, dopo un iter lungo e travagliato. Erano stati annunciati come imminenti dall’ex sindaco: l’avvio era previsto per settembre. Ma a oggi, 7 ottobre, nessun cantiere è partito e, soprattutto, nessuna comunicazione ufficiale è stata diramata dalla Commissione straordinaria che amministra il Comune dallo scioglimento per infiltrazioni camorristiche”.
A sollevare la questione pubblicamente è Stefania Fanelli, ex consigliera comunale di opposizione, oggi coordinatrice cittadina di Sinistra Italiana e membro della direzione nazionale del partito. Un volto politico noto a Marano, che ha deciso di non abbandonare il proprio impegno anche fuori dalle istituzioni, portando avanti un’attività continua di controllo, denuncia e proposta.
“Durante l’assemblea pubblica che abbiamo organizzato a luglio – ricorda Fanelli – fu lo stesso sindaco a comunicare l’inizio dei lavori per settembre. Ora che settembre è passato, l’assenza di comunicazioni sull’argomento da parte dell’amministrazione commissariale desta preoccupazione. I cittadini hanno il diritto di essere informati e ascoltati”.
Un progetto fermo da anni, sbloccato grazie alla pressione dal basso
L’intervento sulla rete idrica, fondamentale per migliorare la distribuzione dell’acqua nelle abitazioni, era stato previsto nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche del 2017, ma l’allora amministrazione Visconti non lo rese mai operativo.
Negli anni successivi, durante il suo mandato in consiglio comunale, Fanelli portò più volte la questione all’attenzione dell’assemblea, fino a scrivere due lettere ufficiali al Prefetto di Napoli durante le gravi crisi idriche che colpirono Marano.
“La pressione politica, le mobilitazioni e le denunce pubbliche hanno avuto un ruolo decisivo – spiega –. Senza l’intervento dei cittadini e di chi, come noi, non ha mai abbassato la testa, oggi questo progetto sarebbe ancora carta nei cassetti”.
Dalla progettazione esecutiva alla gara d’appalto, il percorso si è finalmente sbloccato. Ma ora, dopo l’aggiudicazione, tutto sembra nuovamente fermo. Nessuna data certa, nessun dettaglio tecnico, nessun confronto pubblico.
Una politica che non si ferma alle poltrone
Quello di Stefania Fanelli non è un caso isolato, ma rappresenta sempre più spesso una nuova forma di militanza politica: radicata nel territorio, autonoma dalle logiche di potere, capace di agire anche al di fuori dei ruoli istituzionali.
Dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, mentre molte voci si sono spente o defilate, Fanelli ha scelto di continuare a fare politica dal basso, portando avanti un lavoro puntuale di informazione, denuncia e proposta, sempre in contatto diretto con i cittadini.
“Non abbiamo mai avuto interesse per le poltrone. Il nostro compito è continuare a vigilare, a proporre e a difendere i diritti essenziali: acqua, in primis, e tutti gli altri servizi utili alla collettività”.
