Una parte significativa della città è allo stremo. Vivere senza accesso a una risorsa primaria come l'acqua è inaccettabile, e i cittadini e le cittadine di Marano lo stanno vivendo sulla propria pelle.Sappiamo bene che le cause sono strutturali e richiedono interventi a medio e lungo termine: il rifacimento delle arterie idriche, il contrasto agli allacci abusivi, il contrasto all'uso illegale e sproporzionato della risorsa, il contrasto all'evasione. Tutto questo è necessario e urgente. Ma l'emergenza immediata andava gestita meglio, e non è stato così. I cittadini e le cittadine hanno diritto a informazioni puntuali, precise e continue. Questa emergenza ha invece dimostrato l'assenza di un canale di comunicazione istituzionale costante con la cittadinanza. Non è accettabile. Un presidio informativo stabile, chiaro, accessibile non è un optional — è un dovere istituzionale, tanto più in una fase critica come questa. Riconosciamo il lavoro dei tecnici comunali, che hanno operato senza sosta in una situazione difficile. Come attivisti e attiviste, in questi giorni abbiamo fatto da filtro costantemente tra il personale tecnico, la polizia municipale, l'ente idrico e i cittadini e le cittadine. Abbiamo indicato contatti, segnalato situazioni critiche, proposto la consegna di acqua a domicilio con il riempimento delle cisterne e dei serbatoi — proposta formalmente approvata dalla Commissione Straordinaria — e invitato ad avvalersi del personale esperto dell'ente idrico. Nonostante tutto questo, molte famiglie, tra cui famiglie fragili, sono rimaste senza rifornimento. Ma non spetta a noi. Non spetta a noi fare da intermediari in un'emergenza idrica. Servono risposte chiare, ufficiali, veritiere, sincere e costanti. La città le aspetta.