Dal “Città di Calvizzano” al “Premio Culturale Calvizzanoweb”: una scelta obbligata tra polemiche e contraddizioni

 

Ecco perché, nell’ultima edizione di dicembre 2025, decidemmo di cambiare nome al nostro riconoscimento culturale: da “Premio Culturale Città di Calvizzano” a “Premio Culturale Calvizzanoweb”. Una decisione sofferta, ma necessaria, nata esclusivamente per evitare inutili polemiche politiche e consentire al premio di continuare il proprio percorso con serenità. L’auspicio, naturalmente, è che nel 2026 il premio possa ritornare ad avere il suo nome originario, quello con cui è nato dodici anni fa e con cui è diventato un punto di riferimento per la valorizzazione dei talenti calvizzanesi nel campo della cultura, dell’arte, del sociale e dell’impegno civico.

Tutto nacque durante il Consiglio comunale del 29 luglio 2025, quando venne discussa la mozione presentata dagli ex componenti del gruppo Reset (Francesco Ferrillo, Marzia Mazzei e Michele D’Ambra) per istituzionalizzare ufficialmente il premio e renderlo patrimonio culturale comunale. Una proposta che, paradossalmente, era perfettamente coerente anche con il programma elettorale della lista Vinciamo per Calvizzano” (i tre consiglieri sedevano nei banchi della maggioranza), nel quale era previsto proprio il sostegno alle iniziative culturali identitarie della città. Eppure, invece di trasformarsi in un momento di condivisione istituzionale, il dibattito prese una piega inattesa. Durante la discussione, l'allora sindaco Pirozzi mise in dubbio non solo la struttura organizzativa del premio, ma perfino la legittimità dell’utilizzo del nome “Calvizzano”, chiedendo se fosse mai stata richiesta un’autorizzazione ufficiale. Parole che lasciarono stupiti molti presenti, soprattutto perché il premio esiste da oltre dodici anni senza che nessuna amministrazione, né politica né commissariale, avesse mai sollevato contestazioni.

E qui emerge la prima evidente contraddizione: il regolamento comunale sull’utilizzo del nome “Calvizzano” è stato approvato soltanto dopo la mozione. Dunque, come si poteva sostenere che negli anni precedenti vi fosse un utilizzo “non lecito” di un nome mai regolamentato prima?

La seconda contraddizione è ancora più singolare. Il sindaco dichiarò di conoscere poco il premio e la sua storia, eppure in passato era stato personalmente premiato proprio dal “Premio Città di Calvizzano”, ringraziando pubblicamente gli organizzatori. Un dettaglio che rende le perplessità espresse in aula ancora più sorprendenti. Per evitare ulteriori strumentalizzazioni, abbiamo quindi scelto la strada più semplice e lineare: cambiare nome al premio, eliminando qualsiasi possibile pretesto polemico. Da dicembre 2025 il riconoscimento è diventato ufficialmente “Premio Culturale Calvizzanoweb”. Questo, però, non cambia la sostanza. Il premio continua ad avere la stessa identità, la stessa commissione e lo stesso spirito che lo hanno accompagnato sin dalla nascita. Una commissione pubblica, trasparente e composta da figure culturalmente autorevoli: Fabrizio Ciccarelli, scrittore calvizzanese residente a Rimini; Lella Di Marino, scrittrice calvizzanese residente a Brescia; Domenico Rosiello, direttore di Calvizzanoweb e fondatore del premio; con la supervisione del professor Luigi Trinchillo, storico riferimento della tradizione letteraria locale. In dodici anni il premio ha ricevuto apprezzamenti non solo dai premiati, da tantissimi cittadini e anche da tanti esponenti della cultura di altri Comuni. Durante la gestione commissariale furono proprio i commissari prefettizi a partecipare alle cerimonie di premiazione, senza mai eccepire alcunché sull’utilizzo del nome “Calvizzano”. Anzi, alcuni di loro furono persino insigniti del riconoscimento di “Personaggio dell’Anno”. È difficile immaginare che rappresentanti dello Stato avrebbero partecipato e accettato il premio se davvero fossero esistiti dubbi giuridici sulla sua legittimità. La verità è che il “Premio Città di Calvizzano” è sempre stato un’iniziativa spontanea, genuina e profondamente legata al territorio. Un progetto nato dal basso, senza fini politici, che negli anni ha saputo valorizzare cittadini, professionisti, artisti e personalità che hanno dato lustro alla comunità calvizzanese.

Oggi cambia il nome, ma non cambia il valore culturale dell’iniziativa.

E mentre la politica discute, il premio continua il suo cammino, restando uno dei pochi appuntamenti capaci di unire memoria, cultura e identità cittadina. Con la speranza che presto possa tornare a chiamarsi, semplicemente, “Premio Culturale Città di Calvizzano”.

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