Calvizzano. Lattero sempre più pirozziano: "nessun ruolo, ma voglio essere ascoltato sui temi sociali”

 

Ciro Lattero continua a dirsi vicino al progetto politico di Pirozzi (ormai il suo è diventato un mantra), così come già avvenuto nella precedente esperienza amministrativa. Ma chiarisce subito un punto: il suo eventuale sostegno non nasce dalla ricerca di incarichi o spazi di potere. “Se vince Pirozzi non avrò un ruolo, ma vorrò essere ascoltato”, scrive nel lungo confronto avuto con il direttore di Calvizzanoweb, Mimmo Rosiello.

Per Lattero, infatti, la politica dovrebbe tornare ad affrontare questioni concrete e spesso invisibili: “la povertà mascherata dal contegno”, il lavoro povero, l’accoglienza, il diritto alla giustizia e perfino quella che definisce “la povertà delle idee costrette dagli algoritmi che chiudono occhi e mente”.

Il dialogo tra il poeta e il direttore nasce inizialmente da una richiesta letteraria. Lattero, dopo aver letto un precedente articolo che lo riguardava, ha chiesto di aggiornare il riferimento alla sua produzione poetica, in precedenza limitata al primo libro, Il pavone ladro, includendo anche le raccolte L’acqua perduta e L’ape regina, oltre al volume in stampa "Un chicco di grano". Ma il confronto si è rapidamente trasformato in una riflessione politica e personale. “Anche io ho scritto cose vere”, afferma Lattero, spiegando però che il poeta “è di per sé bugiardo”, perché vive di sfumature, sogni e interpretazioni. Poi arriva la dichiarazione politica: “E voto Pirozzi”.

Rosiello replica ricordando all’autore una vecchia frase pronunciata proprio contro il suo impegno politico: “A politica nun è cosa toje”. Un’affermazione che il direttore considera ancora attuale e che diventa il fulcro del confronto tra i due.

Lattero, però, rivendica la coerenza del proprio percorso. Racconta di aver lasciato il PCI dopo la lettura di Arcipelago Gulag, dopo i fatti di Praga e la tragedia delle Foibe; successivamente richiama l’esperienza socialista, interrotta con Mani Pulite, e poi il sostegno dato, anni fa, a movimenti civici e territoriali: “diedi la mia esperienza a un movimento leghista e fascista, ma ripeto, sono elezioni amministrative”.

“Ho sempre tentato di cambiare le cose”, sostiene, ricordando anche l’esperienza da difensore civico vissuta accanto a Morra, sindaco di Calvizzano dal 2001 al 2003 e deceduto il 12 dicembre 2016.

Dal canto suo, Rosiello critica la precedente situazione amministrativa di Calvizzano, parlando di opere discutibili (murales, panchine letterarie, la struttura floreale di via Diaz), di occasioni perse e di un paese che, a suo dire, “resta sempre lo stesso medioevo”.

Poi Lattero chiede: “ma la squadra di Borrelli cosa offre che ti entusiasma tanto? Io nei ragazzi ci vedo tanto futuro, tanta onestà, tanto entusiasmo e sono anche preparati. Poi Musella (il coordinatore di Movimento Futura) è una chicca e ha avuto coraggio”.

Rosiello aggiunge: “non si tratta di entusiasmo, ma dell’unica alternativa speranzosa per invertire il trend di decisioni quasi sempre univoche e contro Calvizzanoweb”.

Il direttore chiarisce inoltre che il giudizio su eventuali nuovi amministratori sarà altrettanto severo: “criticheremo anche Borrelli senza sconti. Questa è coerenza. Avrei appoggiato il vero nuovo, cioè Musella, ma è diventato ‘vecchio’, politicamente parlando, prima ancora di iniziare la sua nuova avventura, scegliendo chi l'ha sempre contestato, specialmente nel periodo in cui ha preso le firme per il Polo socio-culturale nell'edificio ex Ipab”.

Il botta e risposta tra i due si chiude comunque nel rispetto reciproco, tra politica, poesia e visioni diverse della città. Un confronto franco che mette al centro non solo le alleanze elettorali, ma anche il bisogno, sempre più raro, di discutere apertamente di idee, responsabilità e questioni sociali.


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