Calvizzano, il viceparroco della parrocchia San Giacomo don Raffaele Sigillo compie 33 anni: gli auguri di Calvizzanoweb


Accanto a don Raffaele Sigillo, suo zio Giogione, personaggio molto conosciuto a Calvizzano e voluto bene da tutti

Don Raffaele Sigillo, viceparroco della Parrocchia San Giacomo di Calvizzano dal primo ottobre 2023, compie 33 anni: gli facciamo i migliori auguri con l’auspicio di poter continuare per tantissimi anni a servire il Signore.

Che gran bella coppia di fede! Il parroco don Ciro e il suo vice don Raffaele

Il benvenuto della comunità a don Raffaele Sigillo nuovo viceparroco della parrocchia San Giacomo: è il titolo dell’articolo che gli abbiamo dedicato a settembre 2023. Ve lo riproponiamo

Ritorna nel paese dove è nato e cresciuto e nella chiesa dove ha cominciato a muovere i primi passi intorno all’altare del Signore: Raffaele Sigillo è il nuovo viceparroco (ufficialmente dal primo ottobre) della parrocchia San Giacomo di Calvizzano. L’ordinazione sacerdotale del nostro concittadino è avvenuta il 29 giugno 2019: tre giorni dopo, il 2 luglio, ha celebrato la prima messa nella parrocchia San Giacomo.

Quando parliamo di don Raffaele non possiamo fare a meno di ricordare sua nonna Anna Rasca (‘A Cassusar), una gran donna dal cuore generoso. 

Anna Rasca, buonanima
Anna Rasca, madre di Giogione (personaggio molto conosciuto a Calvizzano, voluto bene da tutti) era del quartiere Sanità, ma ha vissuto a Calvizzano per 29 anni, avendo sposato il signor Sigillo, nonno del sacerdote Raffaele Sigillo. Madre di tre figli, è morta nel 2004 a 76 anni. Nel 1990 “adottò" Ernesto Zirpoli, all’epoca 23enne, alle spalle del quale c’era una triste storia di handicap ed emarginazione: lo aiutò a trovare sua sorella, tramite la trasmissione “Chi l’ha visto”, in quel periodo condotta da Donatella Raffai. Alcune scene  vennero girate a Calvizzano, poiché Ernesto viveva nella casa di cura per anziani "Villa Oceania" ma stava spesso a casa della signora Rasca. Se fosse in vita, a questa donna minuta dal  cuore generoso avremmo sicuramente assegnato il premio bontà. In un mondo nel quale la perdita di valori è diventata una componente costante della vita quotidiana, nel quale il materialismo e l’arricchimento a ogni costo hanno fatto perdere all’uomo gran parte della sua dignità, Ernesto, per arginare il suo handicap psico-fisico, per frenare la sua crescente solitudine, aveva sicuramente bisogno, oltre al trapianto del rene, di una tangibile e costante dimostrazione di solidarietà che trovò nella famiglia Sigillo, in particolare nella signora Anna Rasca, il suo Angelo custode.  

 

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