· “IPAB: Oltre al progetto, in fase conclusiva, della Caserma dei Carabinieri, la struttura vedrà la realizzazione di un polo della socialità e della cultura, compatibilmente con le esigenze dell'Arma dei Carabinieri”. E’ quanto scritto testualmente nel programma elettorale “Liberi e Forti con Pirozzi sindaco”
Nel programma elettorale della lista “Liberi e Forti con Pirozzi sindaco” si legge che, oltre alla realizzazione della nuova Caserma dei Carabinieri, l’edificio ex Ipab dovrebbe ospitare anche un polo della socialità e della cultura, “compatibilmente con le esigenze dell’Arma dei Carabinieri”. Una previsione che oggi torna al centro del dibattito politico locale, anche perché rappresenta da anni un cavallo di battaglia del Movimento Futura, coordinato da Pasquale Musella. Si tratta, infatti, di una proposta che per lungo tempo non è stata presa in considerazione dall’amministrazione Pirozzi e dalla sua precedente maggioranza, per poi trovare spazio solo nella fase programmatica dell’attuale competizione elettorale. Un cambio di rotta che solleva interrogativi sulla reale volontà e, soprattutto, sulla concreta possibilità di realizzazione.
L’idea di creare un polo socio-culturale in uno stabile di valore storico, gestito dal 1922 al 2019 dalle suore Catechiste del Sacro Cuore di Gesù, incontra il favore di una parte significativa della cittadinanza. Tuttavia, i vincoli tecnici ed economici emersi nelle ultime settimane raccontano una realtà ben più complessa. Il progetto esecutivo per il completamento della ristrutturazione è già stato consegnato, con un valore complessivo di circa 2,9 milioni di euro. Ma le risorse disponibili, pari a 1,2 milioni, consentono di intervenire soltanto sul piano terra. Il secondo piano sarà destinato agli alloggi dei Carabinieri, mentre il terzo verrà demolito per la presenza di manufatti abusivi.
A rendere ancora più difficile l’ipotesi di una coesistenza tra caserma e polo socio-culturale è la presenza di un unico accesso all’edificio, dopo la chiusura dell’ingresso secondario su indicazione della Soprintendenza. Una criticità che incide direttamente sulla sicurezza e sulla gestione degli spazi. È proprio il termine “compatibilmente”, inserito nel programma elettorale, a generare le maggiori perplessità. Perché, alla luce dei fatti, la compatibilità tra funzioni così diverse appare tutt’altro che scontata. Nonostante ciò, Pasquale Musella continua a ribadire che una soluzione sarà trovata e che il polo socio-culturale si farà (dove?). Una posizione che mantiene aperto il confronto politico, ma che dovrà inevitabilmente misurarsi con i limiti concreti del progetto. Tra vincoli strutturali, risorse insufficienti e necessità operative dell’Arma, il futuro dell’ex Ipab resta dunque incerto. E il rischio è che quella che per anni è stata una battaglia civica condivisa possa restare, ancora una volta, solo una promessa sulla carta.
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