Calvizzano al voto. Dal “statt’ a cas” al “professore”: le giravolte politiche (e retoriche) del poeta Ciro Lattero
Nel dibattito politico locale, le recenti esternazioni di Ciro Lattero stanno riportando il suo nome al centro dell’attenzione pubblica, con una visibilità che in questa fase si sviluppa quasi esclusivamente sul terreno del confronto politico. Un profilo che, al momento, risulta più esposto nel dibattito amministrativo che nella sua consueta dimensione letteraria
| Ciro Lattero (ultimo a destra), poeta, ex militante del Pci, poi del Psi, difensore civico ai tempi della breve consiliatura Morra, segretario dell'ex Pro Loco Calvizzano-il mio paese |
C’è qualcosa di profondamente contraddittorio nel
recente intervento social di Ciro Lattero, autore del libro di poesia Il
pavone ladro, che negli ultimi mesi ha assunto una posizione pubblica a
sostegno del candidato sindaco Pirozzi (“Io voto Pirozzi”).
Nel suo post di ieri sulle elezioni amministrative di
Calvizzano, Lattero propone una rappresentazione netta dello scontro politico:
Pirozzi viene definito “professore”, mentre Borrelli “alunno”, oggi entrambi
sfidanti alla carica di primo cittadino. Una metafora che esprime un giudizio
politico chiaro e, come tale, pienamente legittimo nel dibattito pubblico. Tuttavia,
questo giudizio si confronta con quanto documentato in un video, oggi
nuovamente riproposto, in cui lo stesso Lattero, in un diverso contesto
politico, si rivolgeva a Pirozzi con parole inequivocabili “Piro’, statt’
a cas’, a politica nun è cosa toie”.
Il video: non perdetevelo
Un passaggio pubblico che evidenzia una distanza
significativa rispetto alla valutazione attuale e che rende il cambiamento di
giudizio un elemento osservabile nel tempo.
Il post, secondo il nostro punto di vista, segue una linea argomentativa precisa: intende
valorizzazione l’esperienza amministrativa di Pirozzi, la lettura critica delle
dinamiche che hanno portato alla fine anticipata della consiliatura e una
valutazione negativa dell’avversario. Si tratta, evidentemente, di una
posizione politica costruita attraverso una propria interpretazione dei fatti. A
fare da sfondo, però, c’è anche il percorso politico dello stesso Lattero (che
tanti nostri lettori non sanno), sviluppatosi negli anni attraverso diverse
esperienze: dalla militanza nel Pci e nel Pds (dei quali è stato segretario
cittadino) fino a successive vicinanze ad altre aree politiche, tra cui quella
socialista. Un’evoluzione che, come spesso accade nelle realtà locali, è stata
oggetto di commenti e letture differenti nel dibattito pubblico, senza che ciò
incida sulla legittimità delle scelte personali. Proprio questa traiettoria
articolata rende ancora più interessante il confronto tra le posizioni espresse
nel tempo.
Attenzione! Rientra pienamente nel diritto di ogni
cittadino modificare le proprie opinioni politiche. Allo stesso modo, però, è
legittimo che tali cambiamenti vengano osservati e discussi, soprattutto quando
riguardano giudizi così netti e pubblicamente espressi. In questo senso, il
punto non è stabilire chi sia il “professore” e chi l’“alunno”, ma rilevare
come certe definizioni assumano un significato diverso alla luce delle parole
pronunciate in passato (passaggio importante). Perché nel confronto politico
non contano solo le posizioni del momento, ma anche la loro coerenza nel tempo.
P.S. In politica le definizioni sono spesso come i programmi elettorali: utili nel momento in cui si scrivono, un po’ meno quando si guarda alla storia successiva. Oggi “professore” e “alunno”, domani, chissà, magari semplici protagonisti dello stesso esame continuo che è la vita amministrativa. Perché, come insegna l’esperienza, in politica le lezioni non sono mai davvero finite e gli esiti non sempre seguono l’ordine del registro.
