BENI CONFISCATI, FONDI PERSI E FAMIGLIE IN STRADA: MARANO ESCLUSA DAI 15 MILIONI REGIONALI. UNA DELIBERA NEL CASSETTO E FAMIGLIE SENZA CASA DA MESI

 

Da mesi i cittadini di via Roma 8 sono fuori dalla propria abitazione a causa dell'ordinanza di sgombero emessa a seguito del crollo del muro. Nelle prime settimane qualcosa è stato fatto. Poi il silenzio istituzionale, mentre quelle persone continuano a fare i conti con una sistemazione precaria, affidata alla rete familiare e alla solidarietà di chi sta loro vicino.

Mesi. Non giorni. Mesi.

Questo caso ci ricorda con forza che Marano non dispone di alcuna struttura pubblica in grado di rispondere alle emergenze abitative. Non solo per le categorie socialmente più fragili, ma per chiunque si trovi improvvisamente senza casa: a causa di uno sfratto, di uno sgombero, di un crollo, di una calamità.

Nel 2020, attraverso la nostra capogruppo in Consiglio comunale Stefania Fanelli, Sinistra Italiana aveva portato in Consiglio una proposta concreta: individuare, tra le strutture confiscate alla camorra presenti sul territorio, una struttura da destinare all'emergenza abitativa, dotandola di un apposito regolamento. Quella proposta era diventata una delibera di Consiglio comunale. Una delibera che è rimasta nel cassetto nonostante le tante successive interrogazioni in Consiglio Comunale in questi anni. Una delibera inattuata, ignorata.

Il territorio di Marano conta numerosi beni confiscati. Non mancavano le risorse per recuperarli e destinarli all'emergenza abitativa. La Regione Campania, con decreto dirigenziale del 17 marzo 2026, ha approvato la graduatoria dei Comuni ammessi al finanziamento di 15 milioni di euro del POR FESR 2021/2027 per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Sono 19 i Comuni in graduatoria: tra questi Napoli, Torre Annunziata, Castel Volturno, Villaricca e molti altri.

Marano di Napoli non è in graduatoria. Marano non ha presentato domanda.

E allora ci chiediamo: com'è possibile che un Comune commissariato per camorra, con beni confiscati che vengono richiamati puntualmente nelle relazioni prefettizie  perda un'opportunità del genere? Un'opportunità concreta, finanziata al 100%, per recuperare quei beni e restituirli alla città.

Sarebbe stato un colpo alla precarietà abitativa e, allo stesso tempo, un colpo alla camorra. È mancata la volontà amministrativa di coglierlo.

Chiediamo alla Commissione Straordinaria di dare finalmente attuazione a quella delibera: individuare una struttura di emergenza abitativa tra i beni confiscati, predisporre il relativo regolamento, e garantire che nessun cittadino di Marano si trovi mai più solo ad affrontare mesi di precarietà dopo aver perso la propria casa.

Comunicato stampa, Sinistra Italiana Marano

La Città dei Diritti

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