Nel
XIX secolo Mugnano doveva presentarsi in ogni sua aia o cortile che fosse
simile alla scena bucolica della foto qui a fianco. Un mondo raccontato dal
Gargiulo, dal Capasso e da tanti altri storici della nostra bella terra. Scene
così le possiamo solo vedere attraverso stampe come quella qui raffigurata.
Un'aia ricca di animali domestici, colombe che danzano mentre cercano di
beccare il cibo lanciato dalle due fanciulle. Fatti simili di sicuro avvenivano
anche qui a Mugnano, quando un mondo rurale predominava, quando gli uomini e
gli animali vivevano negli stessi luoghi in continuo contatto tra loro,
addirittura alcuni dormivano in casa, come gli animali da soma per esempio, in
special modo nei mesi invernali il cui calore dei loro corpi riscaldava il locale
in cui si dormiva. Questa immagine mi trascina in un tempo ormai finito, in una
leggerezza di vita difficile che ritorni, come le distese di frutteti e verde
che circondavano le magioni mugnanesi. Un tempo che non c'è più, differente da
quello attuale veloce e noioso, dove non ci sono né più aie, né polli in
libertà da dar da mangiare, né piccioni viaggiatori che fanno da postini e
nemmeno più calessi che fermano in piazza in attesa di passeggeri. Tutto
scomparso, modificato, anche gli odori sono cambiati, la primavera non si
avverte più, e non è più preponderante come un tempo, e di bucolico non ci
resta più nulla in questo paese, ma a dire il vero come ovunque.
Foto e testo di Carmine Cecere
Stampa J. Adler
