Marano, Fanelli: “l'ex consigliere comunale Francesco Santoro offende con parole volgari i cittadini più fragili, quelli in attesa di una casa popolare. Inaccettabile”
Lo scrivo in italiano perché mi vergogno di riportare
il termine volgare che ha usato.
Sul mio profilo pubblico l'ex consigliere Francesco Santoro ha scritto
parole volgari e offensive verso i cittadini in lista d'attesa per un alloggio
popolare, dicendo che "non hanno niente da fare nella vita."
Mi fermo qui un momento.
Quei cittadini sono persone con dignità. Persone che
si rimboccano le maniche, che faticano a trovare una casa per via della crisi
abitativa, che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena. Che aspettano
una casa con dignità. Che meritano rispetto
non insulti da chi dovrebbe rappresentarli.
Venisse una mezz'ora da noi allo Sportello Sociale, Santoro. Toccherebbe
con mano quanta gente seria, dignitosa, che lavora e fa fatica, attende una
risposta sulla casa. Forse non lo sa. Ci racconti invece lui la sua fatica. Da
gran lavoratore quale sicuramente è, comprenderà cosa significa.
Chiedo scusa io a quei cittadini se un ex consigliere
comunale, che dovrebbe rappresentarli, si sia permesso di usare questo
linguaggio sul mio profilo. È vergognoso. Veramente vergognoso.
Francesco Santoro chieda scusa. Subito.
Ma c'è un secondo punto, e riguarda l'ipocrisia.
Perché mentre sui social Santoro mi attacca
pubblicamente, in privato mi scrive tutt'altro. Mi scrive quando i suoi
cittadini ricevono una lettera del Comune e chiedono risposte a lui sulla
graduatoria degli alloggi popolari e Santoro si rivolge a me a chiedere
spiegazioni. Mi scrive "hai ragione, questa gente è disperata." Mi
scrive "vai, sei forte."
Ho tutto. Nero su bianco.
Quindi la domanda è una sola: a chi deve far vedere
che mi attacca, Santoro? Perché in
privato dice una cosa e in pubblico ne dice un'altra? Chi gli ha suggerito , o
addirittura scritto ,quel messaggio? Perché mi ha confidato che quelle parole
non erano nemmeno farina del suo sacco ma ha fatto un semplice copia ed
incolla.
Da chi le ha copiate, Santoro? E perché? La legittima
contrapposizione politica è legittima ma questi comportamenti di così basso
livello non hanno nulla a che fare con le divergenze politiche.
E già che ci siamo: parla tanto della mia opposizione.
Prego, parliamone.
I cittadini di Marano si ricordano di un suo
intervento sulle fogne? Sulle strade? Sui lavori alla rete idrica? Su un piano triennale delle opere
pubbliche ammesso che sappia cosa sia?
Si ricordano della sua voce in Consiglio Comunale su un ordine del giorno? Su
una variazione di bilancio?
No. Perché non c'è mai stato.
L'unica sua attività documentata sembra essere quella
di presidiare l'ufficio anagrafe per distribuire carte d'identità attività,
peraltro, non consentita ai consiglieri comunali.
Si permette pure di dirmi di scendere in strada.
Scendesse lui in strada, Santoro.
Chi mi conosce sa che la strada non l'ho mai
abbandonata. Ho protocollato circa 25 tra interrogazioni e mozioni proposte concrete, non chiacchiere. Ho
parlato dell'utilizzo dei fondi dell'ex 219, del tesoretto del Comune di
Marano. Ho partecipato alle commissioni. E sono tra i consiglieri con i
compensi più bassi.
Lui? Zero proposte. Zero interventi in aula. Zero
posizioni sui fatti scomodi. Tra i compensi più alti. Sotto dettatura perché i comunicati, evidentemente, non li
scrive nemmeno da solo.
Vuole parlare di Ilaria Salis e del salario minimo?
Prego. Ma prima ci dica: qual è stata la sua proposta concreta per Marano? Una
sola. Una.
E poi osa dirmi che ho paura della filiera del
mattone. Io. Quella che ha sempre preso posizione, sempre con interventi in Consiglio Comunale, con
comunicati, con denunce pubbliche. La mia storia parla per me, e i cittadini lo
sanno.
La domanda semmai è un'altra: come mai Santoro su una
certa filiera del mattone non ha mai preso posizione? Mai una parola, mai un
intervento, mai una denuncia .
Forse perché qualche consigliere della sua area
condivideva feste e festini con quella stessa filiera?
Io non ho paura di nessuno. Ho paura solo di non
essere coerente con i miei valori. E su questo posso dormire tranquilla.
Quanto a essere chiamata comunista, lo considero un
onore.
Lui invece si guardi allo specchio e pensi a cosa
rappresenta davvero perché il linguaggio
dell'odio, le offese ai cittadini più fragili, la doppiezza tra pubblico e
privato hanno un nome preciso. E non è un bel nome.
Piuttosto, Santoro pensasse alla sua coerenza. Alle
politiche vota la peggiore destra quella
che si rivede in Vannacci. Alle regionali ha votato un consigliere in
maggioranza con Fico nei Comuni vota
come gli gira.
Santoro va dove porta il vento. O forse dove porta
qualcos'altro.
Lui pensi al
suo percorso come noi penseremo al nostro, la città saprà ragionare da sola.
Comunicato stampa Stefania Fanelli
Coordinatrice Sinistra Italiana Marano
