In vista delle elezioni, un appello dalla cittadinanza: non dimenticare il problema residenziale

 

Sta per partire ufficialmente la campagna elettorale: a un mese dal giorno delle elezioni, infatti, si presentano le liste, si presentano i punti programmatici, e si assegnano gli spazi elettorali specifici (seguendo la legge 212/1956).

Mentre quindi i candidati partono ufficialmente con una campagna elettorale (che a Calvizzano si prospetterà serratissima, e che già in queste settimane ha visto un certo fermento, tra video elettorali, affissioni, e campagne social ufficiali e/o da parte di anonimi), la popolazione, specie quella non schierata, attende di sapere quali saranno le proposte e le risposte.

Nei gruppi social locali, quindi, non manca imbattersi in commenti e richieste; e una richiesta, in particolare, è stata molto interessante: quella sull’edilizia residenziale.

Nel gruppo “Se sei di Calvizzano”, infatti, una persona (che ha voluto rimanere anonima), ha mostrato una tabella, con una richiesta specifica ai futuri amministratori: a prescindere da chi vincerà, che si occupi della questione residenziale.

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https://www.facebook.com/groups/310441519147371/permalink/3000490256809137/?rdid=wRXcbUUMatkc2qy1

La tabella mostrata è quella della variazione delle domande ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) dal 2022 al 2026, visionabile al seguente link:

https://static1.squarespace.com/static/5d88ca2fb276b02cbaef607d/t/69e8d5d125a62208b471ea03/1776866769464/Avviso+ERP+2026_Elenco+Comuni+per+numero+di+domande+presentate.pdf

Di questa tabella, abbiamo voluto raccogliere i numeri dell’area nord, e i risultati sono i seguenti:

 

In termini di numeri di domande, quest’anno Calvizzano è 62esima, ma ha visto le richieste aumentare del 57,5%, quindi ben 71 domande in più in quattro anni.
Escludendo Bacoli e Monte di Procida, che hanno visto le loro domande triplicare in questo stesso periodo, Calvizzano è il comune dove c’è stato maggior aumento di domanda; a seguire Melito con un +45,6%.

Questo dato è indice di problemi molto importanti, come la difficoltà per i residenti di poter ottenere un’abitazione e l’aumento della povertà. Come riporta infatti l’autore stesso del post, i prezzi di vendita e affitto sono diventati proibitivi: secondo quanto riporta il portale Immobiliare.it, a marzo 2026 il prezzo medio delle case in vendita è di 1776€ al mq, con un aumento del 17,6% rispetto a marzo 2025 (1509 €/mq). A marzo 2022, invece, il costo era di 1199€/mq, quindi in quattro anni c’è stato un aumento del 48,12% del costo medio delle case, una variazione molto forte che non è giustificata certo con un miglioramento dei servizi in zona proporzionato.

Variazione del prezzo medio di vendita da marzo 2022 a marzo 2026, fonte https://www.immobiliare.it/mercato-immobiliare/campania/calvizzano/

Anche con i prezzi dei fitti la situazione non migliora: oggi il prezzo medio è di 6,49€ al mese per metro quadro, con un aumento del 10% rispetto a marzo 2025 (5,90€ al mese al mq).
A marzo 2022, il prezzo dei fitti medio a Calvizzano era di 5,43€ al mese/mq, un aumento in quattro anni del 19,52%, anche qui un aumento molto forte (senza contare come, dal grafico, si può notare un andamento molto altalenante del prezzo, con picchi di 7€ e più).

Variazione del prezzo medio di affitto da marzo 2022 a marzo 2026, fonte https://www.immobiliare.it/mercato-immobiliare/campania/calvizzano/

Davanti a questi aumenti, inoltre, si aggiunge una certa difficoltà non solo economica ma anche burocratica, specie dinanzi ai fitti: come ha riportato l’autore stesso del post, oggigiorno diventa particolarmente complicato affittare, specie se si ha una famiglia, se non in presenza di buste paghe laute e ben referenziate, con esclusioni di pensioni, redditi di sostegno e affini. Una situazione che è stata certamente acuita dal circolo vizioso indotto dalla crisi abitativa, che ha portato a un aumento delle occupazioni abusive e dei fitti inadempienti dalla crisi COVID in poi; e anche per la percezione su queste occupazioni che ha creato una certa insicurezza che s’è tradotta in una stretta sui requisiti da parte dei locatari.

Davanti a questi numeri, la richiesta non solo è chiara ma è impellente e generale: c’è bisogno che le istituzioni si occupino di questa autentica emergenza. «A prescindere da chi salirà alla gestione comunale», come dice il post.
C’è bisogno quindi che le prossime amministrazioni lavorino per garantire il diritto all’abitare, tanto a Calvizzano che negli altri comuni, e questo è possibile soprattutto investendo nella Edilizia Pubblica Residenziale. Specie a Calvizzano, oggi sta avvenendo una espansione edilizia non indifferente, giustificata anche dal PUC stesso: secondo la relazione generale, infatti, al 2028 saranno necessari 1015 nuovi alloggi rispetto a quelli censiti nel 2018; e in questo aumento dell’edilizia residenziale il Comune e gli enti sovracomunali possono, e anzi dovrebbero, investire nel far rientrare parte di questi alloggi nella Edilizia Residenziale Pubblica, ma anche, in collaborazione coi privati, in un nuovo Piano di Edilizia Economica Popolare (lo stesso piano che permise a Calvizzano, dagli anni ’80, di sviluppare quella che oggi è la zona delle Cooperative, dove coesistono parchi privati, abitanti con diritto di superficie al Comune e ERP).

Non possiamo che augurarci, anche in vista della revisione del PUC, che questo sia un argomento “caldo”, e che venga trattato in un’ottica anche di riorganizzazione territoriale e vocazione commerciale del territorio, con l’obiettivo quindi di non creare zone-dormitorio, in una visione più che lungimirante del bene della comunità.

Gianpaolo Cacciapuoti




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