Il punto di
vista del nostro editorialista Giuseppe Cerullo
Quando la gestione di una città scivola in una fase
commissariale, il vuoto lasciato dalla politica elettiva viene colmato da una
naturale reazione dei cittadini: un controllo diffuso che non rappresenta
un’anomalia, ma un necessario riequilibrio democratico. In questo contesto,
l’attenzione crescente verso gli atti amministrativi e la voglia di discutere
le scelte pubbliche non dovrebbero essere guardate con sufficienza, bensì
interpretate come un segnale di vitalità prezioso, specie in un’epoca di diffusa
disaffezione. La qualità di una democrazia si misura infatti sulla capacità di
accogliere il contributo di tutti, evitando la tentazione di delegittimare chi
prende parola attraverso gerarchie basate su presunti titoli o competenze. Una
democrazia matura non può permettersi di selezionare chi ha il diritto di
partecipare, poiché l’impegno civico è un diritto universale e non una
concessione per pochi eletti.
Allo stesso modo, risulta poco costruttivo rispondere
alle critiche rinfacciando ai cittadini disattenzioni passate: il fulcro del
dibattito non deve essere la biografia di chi interviene, ma la fondatezza
delle sue osservazioni. Se oggi un cittadino decide di approfondire una
delibera, l'unica domanda seria da porsi è se ciò che sostiene sia utile alla
collettività o meno. In un panorama in cui nessuno può vantare il monopolio
della visione o della competenza, selezionare implicitamente chi può parlare e chi
deve limitarsi a osservare appare come un riflesso difensivo che non regge alla
prova dei fatti. La forza di una comunità non risiede in pochi interpreti
illuminati, ma in una responsabilità condivisa che tiene vigile il territorio.
Per questo, scoraggiare la partecipazione non porta a un confronto più
"alto", ma solo a una democrazia più debole. Specialmente in una fase
delicata come quella commissariale, il controllo civico resta l'unico strumento
capace di garantire che le scelte amministrative rispondano realmente
all'interesse generale.
Giuseppe Cerullo
