Claudio Barone: il ritorno all’arte di un pioniere tra materia e passione

 

     

C’è chi scopre l’arte e chi, invece, ci convive da sempre, anche quando la vita sembra portarlo altrove. È il caso di Claudio Barone, artista poliedrico nato nel 1952 (molto conosciuto e apprezzato nell’hinterland, soprattutto a Marano e Calvizzano), che ha saputo trasformare una passione giovanile in un percorso creativo ricco e sorprendente. Fin da ragazzo, Barone coltiva un forte interesse per l’espressione artistica, un richiamo che, tuttavia, rimane inizialmente in secondo piano mentre intraprende una carriera nel settore alberghiero che lo porta in giro per l’Europa. Ma la vocazione autentica, si sa, non resta mai sopita a lungo. È così che decide di dare spazio alla sua creatività, iniziando dalla lavorazione artigianale del cuoio fino ad approdare alla produzione di borse, con uno stile personale e riconoscibile.

Negli anni ’90 diventa anche un vero precursore nel territorio a nord di Napoli, introducendo e diffondendo l’arte del tatuaggio in un’epoca in cui questa forma espressiva era ancora poco valorizzata a livello locale. Un ulteriore tassello che testimonia la sua versatilità e il suo spirito innovativo. Oggi, raggiunta la pensione, Claudio Barone vive finalmente la sua arte a tempo pieno. Il suo universo creativo si è ampliato e consolidato: dipinti, sculture in legno e ferro compongono una produzione vasta e intensa, caratterizzata da una forte impronta materica e astratto-informale. Le sue opere dialogano con la tradizione di grandi artisti internazionali, pur mantenendo una voce autonoma e profondamente radicata nella sensibilità contemporanea. Un momento importante di questo nuovo capitolo artistico sarà la sua partecipazione alla Biennale di arte contemporanea – Premio della critica, ospitata presso la Casina Vanvitelliana di Bacoli dal 24 aprile al 3 maggio. Qui presenterà l’opera pittorica “La spirale del potere”, un lavoro che invita a riflettere sui meccanismi attraverso cui il potere riesce a soggiogare i più deboli, in una narrazione visiva intensa e attuale.

Determinante, in questo ritorno alla piena espressione artistica, è stata la spinta di Mary Sarracino, da lui affettuosamente chiamata “zia Mery”. Giovane artista di Calvizzano e figura di rilievo del movimento “Nos Revolution”, con sede a Mugnano, Mary ha sempre unito la passione per l’arte a un forte impegno civile, distinguendosi anche per le sue battaglie ambientaliste. Il suo incoraggiamento ha contribuito a riaccendere in Barone quella scintilla che oggi arde più viva che mai.

Mary Sarracino

L’invito è rivolto a tutti i cittadini dell’area nord: partecipare alla rassegna significa non solo sostenere un artista del territorio, ma anche entrare in contatto con un percorso umano e creativo che racconta il valore della perseveranza, della passione e della libertà espressiva.

Chi ha avuto modo di osservare da vicino le sue opere è rimasto letteralmente incantato, catturato dalla forza materica, dalla profondità espressiva e dall’intensità emotiva che Claudio Barone riesce a imprimere in ogni sua creazione.

Alcune opere dell’artista Barone





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