Calvizzano. Ex Ipab, fondi limitati: si parte solo dal piano terra. Nodo accessi per il polo socio-culturale

 Nuova caserma dei carabinieri nell’ex Ipab, un flop già denunciato dall’ex consigliere di opposizione Francesco Ferrilo: “andava realizzata altrove”

Il progetto esecutivo per il completamento della ristrutturazione dell’edificio ex Ipab di via Ritiro, destinato a ospitare la nuova Caserma dei Carabinieri e gli alloggi per i militari, è stato consegnato al Comune già da alcuni mesi. A confermarlo è l’Ufficio tecnico, che ha chiarito come l’intervento complessivo abbia un valore di circa 2 milioni e 900mila euro. Tuttavia, le risorse attualmente disponibili ammontano a 1 milione e 200mila euro, provenienti dai ribassi d’asta delle gare espletate durante la gestione commissariale, relative sia alla ristrutturazione dell’edificio Ipab sia al risanamento idrogeologico di parte dell’alveo del Carmine. Una somma che consente di procedere solo con il secondo lotto dei lavori, ovvero il completamento del piano terra. Sul progetto è arrivato il via libera della Soprintendenza, che seguirà passo dopo passo l’esecuzione degli interventi, trattandosi di un immobile di valore storico. Per quanto riguarda la distribuzione degli spazi, gli alloggi per i militari dovrebbero essere realizzati esclusivamente al secondo piano. Il terzo, infatti, è interessato dalla presenza di manufatti abusivi, costruiti senza licenze edilizie e mai sanati, che dovranno essere demoliti. Resta invece in bilico l’ipotesi di realizzare un polo socio-culturale all’interno della struttura, proposta avanzata dal Movimento Futura. Secondo quanto emerso, l’edificio dispone attualmente di un solo accesso, elemento che renderebbe difficile la coesistenza di funzioni diverse all’interno dello stesso stabile. Interpellato da Calvizzanoweb, sul punto è intervenuto Pasquale Musella, candidato indipendente in quota Movimento Futura nella lista “Liberi e Forti con Pirozzi sindaco”, che non ha escluso soluzioni alternative: “troveremo una soluzione – ha dichiarato – ma il polo socio-culturale si farà”.

La partita resta quindi aperta, tra vincoli strutturali, risorse limitate e la necessità di conciliare sicurezza, funzioni istituzionali e spazi per la comunità.


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