Telemaco Junior, la buona sanità che rischia di chiudere

Della problematica che investe lavoratori e utenti della struttura villaricchese se ne sta occupando l’on. Lello Topo, presidente della Commissione Sanità della regione Campania. Riuscirà il potente politico a sbrogliare l’intricata matassa?

Onorevole Lello Topo, presidente commissione regionale sanità

Palazzo Chiaravallotti, sede di Telemaco Junior   
Rischia la chiusura Telemaco Junior, la struttura di Villaricca che ospita un luogo casa, unico in Campania per l’emergenza psichiatrica in età evolutiva, nonostante abbia dimostrato nel tempo di essere un modello di buona sanità pubblica, quella vera, quella dell’integrazione. E’ dal mese di ottobre 2014 che i 40 soci lavoratori della Euriclea  (la cooperativa che in cogestione con l’asl porta avanti la struttura di Corso Vittorio Emanuele 51) non percepiscono lo stipendio, perché l’Asl Napoli 2 nord non paga le spettanze, consistenti nelle rette giornaliere per il ricovero degli utenti in regime residenziale e semiresidenziale. Nonostante le ripetute richieste formulate ai vertici della nota azienda sanitaria di prendere a cuore la questione di tanti lavoratori, ma soprattutto quella dei minori adolescenti con disturbi psichiatrici gravi che perderebbero un punto di riferimento per affrontare le loro problematiche, la situazione è ancora in una fase di stallo.
E’ dal mese di ottobre 2014 – è scritto in una recente  missiva, inviata dalla cooperativa ai commissari straordinari dell’Asl Na2 nord e, per conoscenza, anche al governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca – che siamo gravati dall’inadempienza della Pubblica amministrazione nei nostri confronti e da mesi riceviamo risposte ufficiose dai dirigenti apicali aziendali, i quali, reiteratamente, motivano che lo stato di blocco è dovuto al rifiuto del dottor Petrone (primario dell’Unità Operativa Salute Mentale di Giugliano) a predisporre le determine di liquidazione necessarie al pagamento delle nostre spettanze. Della nostra grave e urgente problematica abbiamo interessato anche l’on. Lello Topo, tra l’altro cittadino di Villaricca, nuovo presidente della V Commissione Sanità della Regione Campania. La risposta dataci è di attendere, perché non siamo i soli a versare in questa grave situazione e, come ci aveva più volte assicurato, probabilmente saremmo stati pagati, almeno in parte, per Natale”.
Le feste sono terminate ma l’incresciosa situazione, che sta gravando in maniera pesante sulle possibilità economiche dei soci dipendenti e, quindi, della stessa cooperativa, permane.        

Telemaco Junior si occupa di terapia e riabilitazione di minori con problemi psichiatrici, ma anche di reinserimento socio lavorativo attraverso la formazione lavoro

I minori adolescenti dai 13 ai 21 anni con disturbi psichiatrici hanno un punto di riferimento per affrontare le loro problematiche. Al Centro Telemaco junior, situato presso il Palazzo Chiaravallotti, al Corso Vittorio Emanuele 51 di Villaricca, c’è uno spazio polifunzionale, “un luogo casa”  ove un gruppo di educatori, coadiuvato da psichiatri, psicologi e infermieri, si costituisce come ambiente educativo-terapeutico per ragazzi affetti da schizofrenie ad esordio adolescenziale, evoluzioni di psicosi infantili, patologie borderline (condizione psichiatrica marginale situata ai limiti fra le nevrosi e le psicosi), escludendo esiti di autismo infantile. E’ un luogo aperto al territorio, dove i ragazzi hanno la possibilità di incontrarsi, riconoscersi, trovare accoglienza e ascolto e soprattutto orientarsi verso la vita adulta in modo autonomo, dopo aver acquisito una identità di appartenenza e di partecipazione sociale. La struttura di tre piani, di proprietà della Fondazione Opera Arcivescovile San Giuseppe (donato dalla contessa Chiaravallotti per essere adibita esclusivamente ad attività sociali) è dotata di aula multimediale per attività di editing e di formazione, di una fornita biblioteca per le attività culturali, di uno spazio living interno (sala mensa, sala cinema) e di uno spazio esterno, tra cui un terrazzo di 180 metri quadrati e un giardino per le attività ricreative. La ricettività massima è di 9 utenti in regime residenziale (24 ore su 24) e di oltre 20 utenti a regime semiresidenziale. Ulteriori tre posti sono riservati  alle emergenze psichiatriche. Del Centro si serve soprattutto l’ASL Napoli 2 Nord che, attraverso i Dipartimenti Materno Infantile e Salute Mentale, ha stipulato una joint-venture (una società mista) con la Cooperativa Euriclea, amministrata dalla dottoressa Angela Prisco, detentrice dei locali ricevuti in comodato d’uso per 9 anni (il contratto è scaduto il 31 dicembre 2015 ed è pronto per essere rinnovato a 3.500 euro mensili di canone)  dalla Curia arcivescovile di Napoli.  Praticamente un accordo tra  pubblico e privato, dove  Euriclea, oltre alla struttura, mette a disposizione, per lo svolgimento di tutte le attività previste, il suo personale: una quarantina tra educatori, sociologi, personale OSS e OSA, addetti ai pasti e alle pulizie locali, eccetera. L’Asl Napoli 2 Nord, invece, oltre a fornire il personale medico (neuropsichiatra infantile, psicologo, eccetera) e infermieristico, per i suoi assistiti paga alla cooperativa una retta giornaliera per ogni prestazione residenziale e  semiresidenziale. Si tratta di cifre di gran lunga inferiori alle tariffe  corrisposte per la stessa assistenza a strutture fuori Regione, anche per l’impegno nelle attività di personale sanitario Asl. Insomma, c’è un consistente risparmio di spesa, in sintonia con gli obiettivi prefissati dalla nota azienda sanitaria di via Corrado Alvaro 8, in Monteruscello-Pozzuoli. Le modalità di dimissione di un minore vengono di norma concordate fra la Comunità e il servizio inviante (polo psicopatologia Materno-Infantile dell’Asl, Distretto di salute mentale, Tribunale dei Minori, eccetera).
Ma perché l’Asl si avvale di Telemaco e non delle sue strutture?  Perché  ottiene un ottimo servizio, risparmiando notevolmente sui costi di gestione: è la risposta secca che ci ha fornito un professionista molto noto nell’hinterland che preferisce di non essere menzionato. D’altronde le ragioni della joint venture sono anche evidenziate in un documento pubblico, apparso sul sito dell’Asl. Purtroppo il fenomeno della gestione dell’emergenza psichiatrica in età evolutiva sta assumendo a livello regionale, e non solo, caratteristiche di vera e propria criticità di sistema. In Campania non esiste ancora un’articolazione organizzativa di servizi sanitari specialistici e dedicati a tale evenienza: di fatto le situazioni di gravità psichiatrica di soggetti adolescenti, vengono spesso gestite nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura degli adulti, con tutte le incongruenze che una tale impropria soluzione può comportare. A questo va associato il fenomeno della carenza di strutture dedicate al ricovero di soggetti di età evolutiva con quadri clinici di post acuzie psicopatologica, problematica spesso sollevata dal Tribunale dei minorenni, per soggetti con quadro clinico psichiatrico e sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria. Da qui l’esigenza di avvalersi degli spazi già in uso per questo tipo di problematiche dal Centro Telemaco. Una decisione, a nostro avviso, all’avanguardia che continuerà a far discutere per i risultati positivi ottenuti.


aula multimediale dove viene insegnato ai ragazzi l'uso del computer  
La storia di Sammy, un giovane accompagnato dagli operatori di Telemaco Junior nel passaggio dalla malattia psichiatrica al reinserimento nel mondo sociale

Era una uggiosa giornata di ottobre del 2013, quando dopo molte sollecitazioni dalle referenti di una comunità psicoeducativa di Caivano, l’equipe del Telemaco Junior incontrò per la prima volta S.F.  nell’SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) del Monaldi dove era stato ricoverato in TSO (Trattamento sanitario obbligatorio) per il comportamento violento ed aggressivo nei confronti degli operatori ed  ospiti della Struttura dove questi risiedeva.
Eravamo in quattro quel giorno: il Dott.Brogna, neuropsichiatra infantile del Tj (Telemaco Junior), Dott.ssa Prisco, Direttore tecnico del Progetto TJ e psicologa, la Dott.ssa Pirozzi, Coordinatrice del TJ nonché sociologa e la nostra piccola utente R.L. di anni 13.
La presenza di  un utente  coetaneo nel primo incontro, specialmente quando avviene nella sede del ricovero coatto, già sperimentata con successo  in passato con i giovani adulti ed altri adolescenti,  produce nel nuovo paziente una sorta di rassicurazione significativa, necessaria per un buon incontro e a detrimento di quelle fantasmatiche emozioni, tipiche di ogni processo di valutazione Quando incontrammo S.F. ci imbattemmo in un bel ragazzo, alto circa 1metro e 85 cm, che ci guardava dall’alto in basso  incutendo  timore per lo sguardo volutamente minaccioso.
Di origini brasiliane, S.F. era stato adottato, in età pubere, insieme a sua sorella da una coppia di professionisti salernitani.
Fu l’inizio di un tormentato percorso di adattamento per SF e sua sorella, con  passaggi da comunità in comunità, senza mai riuscire a radicarsi, a sviluppare quel senso di appartenenza, per lui di origini brasiliane, ancor più necessario, per poter crescere senza frammentazioni ulteriori, per un sano processo di individualizzazione nel tragitto  irto di insidie  tipico dell’adolescenza.
La diagnosi nefasta e il comportamento fortemente aggressivo  adottato da S.F. ci fecero intravedere la specifica configurazione identitaria dell’adolescente, le incongruenze delle relazioni familiari come quelle sociali .
Per la famiglia e la Società, S.F. era affetto da un disturbo di tipo psichiatrico con difficile ricomposizione in una unità integrata che gli permettesse l’inserimento sociale e lavorativo proprio a causa della sua aggressività agita. Decidemmo di tentare, forse confortati dalla profondità del suo sguardo in cui si intravedeva una richiesta volitiva di  apprendere un nuovo linguaggio emotivo. Come uno straniero in un mondo pieno di significati a lui negati, dai primi colloqui si rese evidente, affiorando alla di lui coscienza, la richiesta di capire perché, di pretendere risposte alle sue molteplici domande, in sintesi… di avere tempo.
S.F. fu inserito nel percorso di gruppo del Telemaco Junior, a contatto con i suoi coetanei e gli Alchimisti della Sintesi, gli operatori addestrati  alla relazione “persona-persona”, formati a restituire il presente all’unità del progetto di crescita, che libera il paziente-utente-soggetto dal gioco ripetitivo dell’aderenza all’attimo, che si perpetua nella dimenticanza del proprio vissuto. L’esperienza formativa dell’inserimento nel gruppo del TJ,  rappresentò nel, tempo, per S.F., l’apertura sul tempo bloccato, che cominciò lentamente a scorrere, consentendogli il riconoscimento e l’evoluzione della propria storia personale.
Oggi, dopo due anni, S.F. è un tirocinante allievo/operatore che usufruisce del sussidio regionale di Garanzia Giovane. I soldi che sta guadagnando saranno da lui utilizzati per iscriversi al Corso di formazione per conseguire l’attestato che gli permetterà di poter essere inserito e quindi lavorare nella coop Euriclea sc sociale. E’ di aiuto a tutti gli operatori del Tj, sa parlare con i nuovi giunti e fa gruppo con i suoi compagni, dimostrando come ha ridefinito la patologia mentale da sofferenza dell’essere in maturata consapevolezza della stessa, riconoscendo e/o acquisendo principi valoriali che lo predispongono  all’autonomia attraverso la conoscenza e l’indipendenza tramite la scelta.
La terapia farmacologia è diminuita nel tempo in virtù dell’Autenticità, Sensibilità ed Empatia degli Operatori/Alchimisti della Sintesi che lo hanno accompagnato sul sentiero della ricerca di senso, riorientando la sua attenzione a
a) Comprendere perché certe azioni sono destinate a produrre determinati effetti, per potersi riconoscere come colui che Sente ,Pensa, Agisce;
b)Coltivare il processo di sintesi e unità che permette di pensare a se stesso in rapporto al gruppo, alla famiglia, alla comunità sociale.

Grazie Sammy!
Gli Alchimisti della Sintesi del Telemaco Junior



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