Vallone del Carmine, resti romani riaffiorati: la pulizia dell’alveo può salvarli dal degrado

Conosciuti da decenni, i reperti archeologici lungo la sponda calvizzanese rischiano l’abbandono. Urgente intervenire sul tratto ancora non risanato per proteggerli

Resti di una cisterna di epoca romana: cerchiamo di non disperdere ma di valorizzare il nostro patrimonio storico-culturale

I resti di una cisterna di epoca romana, situati sulla sponda calvizzanese del Vallone del Carmine in località Cecere, a poco più di 100 metri dal Centro di raccolta, sono noti da tempo grazie a ricerche storiche e ricognizioni di studiosi locali come Raffaele Galiero e, successivamente, Chianese. Tuttavia, queste importanti testimonianze del passato rischiano oggi di essere inghiottite dal degrado ambientale e dall’incuria.

Il tratto di circa 900 metri dell’alveo del Carmine che attraversa Calvizzano e che non è ancora stato oggetto di risanamento idrogeologico, rappresenta un’area critica per la tutela di questi reperti. La vegetazione infestante e l’assenza di interventi strutturali compromettono la conservazione di strutture murarie affioranti, riconducibili con ogni probabilità a complessi abitativi di epoca romana.

Le indagini archeologiche, effettuate nel 2020 dalla società Naus su incarico della Soprintendenza Archeologica di Napoli, hanno confermato la presenza di elementi di grande interesse: tre saggi stratigrafici hanno riportato alla luce una cisterna e resti murari che potrebbero corrispondere a quanto descritto nelle fonti storiche. Pur mancando una corrispondenza univoca, le distanze e le caratteristiche strutturali sembrano allinearsi con le descrizioni dei due vani voltati citati da Chianese e con quanto riportato da Galiero.

La priorità ora è la salvaguardia di questi beni, che rischiano di scomparire sotto l’incalzare del tempo e dell’abbandono. La pulizia dell’alveo non è solo un intervento ambientale o idrogeologico: rappresenta una misura fondamentale per evitare che i reperti continuino a deteriorarsi. In questo senso, il tratto calvizzanese del Vallone del Carmine assume un valore strategico, in quanto custode di una memoria storica che potrebbe, se adeguatamente valorizzata, diventare anche un’opportunità culturale e turistica per il territorio.

La comunità e le istituzioni hanno oggi l’opportunità (e la responsabilità) di intervenire per proteggere un patrimonio già noto, ma ancora troppo poco tutelato. 

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