Rosiello, dai pantaloni corti all’abito senza cravatta: quando lo stile fa più rumore della politica

 

Si può diventare protagonisti per un paio di pantaloni corti? A quanto pare sì.

È successo al giornalista Rosiello, che nel primo Consiglio comunale dell’era Borrelli, presente tra il pubblico e non certo seduto tra i banchi dell’aula, ha attirato l’attenzione più per il suo abbigliamento che per il suo taccuino. I pantaloni corti hanno acceso il dibattito. Per qualcuno è stato un dettaglio poco in sintonia con la solennità del luogo; per altri una semplice scelta personale, destinata più alle chiacchiere da corridoio che alle discussioni politiche. Tra i consiglieri di opposizione c’è stato chi lo ha evidenziato apertamente, chi lo ha fatto capire con qualche battuta e chi invece ha preferito archiviarlo come una semplice questione di stile. Mentre l’aula discuteva di politica, insomma, sembrava essersi aperto anche un piccolo “dibattito sul guardaroba”.

Il curioso seguito della vicenda è arrivato durante la presentazione del libro di Paolo Ferrillo. Rosiello, chiamato a collaborare con il presentatore e moderatore della serata, si è presentato con un abito elegante. Niente cravatta, niente papillon, ma un’immagine decisamente diversa da quella che aveva fatto discutere in Consiglio comunale. 

Tra i presenti, qualcuno che ricordava la scena precedente lo ha osservato con un sorriso, quasi a voler dire: “allora non sono solo i pantaloni corti a far parte del tuo stile…” Ed è proprio qui che nasce l’aspetto più divertente della storia. Un episodio nato come semplice scelta di abbigliamento è diventato una piccola vicenda cittadina, capace di generare commenti, ironie e qualche sorpresa. La questione, probabilmente, merita però di essere letta con equilibrio. Rosiello era un giornalista presente tra il pubblico, non un consigliere comunale chiamato a rappresentare un’istituzione. È quindi difficile applicare gli stessi criteri riservati a chi siede nei banchi dell’aula. Allo stesso tempo, chi frequenta luoghi pubblici e istituzionali sa bene che anche l’immagine comunica qualcosa e che ogni scelta può attirare attenzione. Alla fine, resta soprattutto una curiosità. I pantaloni corti hanno fatto discutere, l’abito senza cravatta ha fatto sorridere: due momenti diversi dello stesso protagonista. E forse la morale è proprio questa: nella vita pubblica, a volte, una giacca, una cravatta mancata o un paio di pantaloni corti riescono a fare più rumore di un intero ordine del giorno.

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