Il punto di vista del nostro editorialista Giuseppe Cerullo
La rivendicazione televisiva di Giorgia Meloni sulla
legittimità della destra a esprimere il Presidente della Repubblica nel 2029
potrebbe rappresentare uno dei passaggi politicamente più delicati della sua
esperienza di governo. Evocare il Quirinale proprio mentre nella maggioranza si
discute di riforme istituzionali e della legge elettorale rischia infatti di
alimentare il dibattito sulle reali priorità dell’esecutivo. Secondo una parte
dell’opposizione e di diversi osservatori, questa presa di posizione potrebbe
essere interpretata come il segnale di una strategia orientata a rafforzare il
peso della maggioranza nei principali assetti istituzionali. Per i sostenitori del
governo, al contrario, si tratterebbe di una legittima prospettiva politica,
coerente con il consenso ottenuto nelle urne. La storia dei referendum
costituzionali mostra come l’elettorato italiano abbia spesso reagito con
particolare attenzione ai progetti di riforma percepiti come suscettibili di
modificare gli equilibri tra i poteri dello Stato. Per questo motivo, ogni intervento
sulle regole del sistema potrebbe trasformarsi in un terreno di forte confronto
politico. Pur guidando uno dei governi più stabili degli ultimi anni, la
maggioranza dovrà misurarsi con il rischio che l’insieme delle riforme proposte
venga percepito da una parte dell’opinione pubblica come un rafforzamento
significativo del potere dell’esecutivo. L’eventuale combinazione tra un
premierato rafforzato, una nuova legge elettorale e la possibilità di esprimere
anche il futuro Presidente della Repubblica è destinata ad alimentare un acceso
dibattito sul tema dei pesi e contrappesi previsti dall’ordinamento. In questa
prospettiva, quella che per i sostenitori del governo rappresenta una
fisiologica evoluzione politica potrebbe invece essere letta da altri come
un’ambizione istituzionale particolarmente estesa, con il rischio di favorire
una mobilitazione elettorale contraria. Se così fosse, il tentativo di
consolidare il consenso potrebbe trasformarsi, paradossalmente, in un fattore
di difficoltà politica.
Giuseppe Cerullo
