Esistono libri che si leggono. Poi ce ne sono altri
che, a un certo punto, cominciano a essere vissuti.
L’editoriale di Paolo Ferrillo, autore di Joppolo ’76,
racconta molto più di due presentazioni
letterarie. Racconta il momento in cui una storia torna nei luoghi che l’hanno
generata e scopre di essere rimasta, per cinquant’anni, nella memoria di un
territorio e delle persone che lo abitano.
Da direttore di Calvizzanoweb, ma prima ancora da
lettore, mi ha colpito un aspetto in particolare: la straordinaria capacità
della memoria di unire persone che il tempo aveva inevitabilmente allontanato.
Un libro scritto da un ragazzo diventato uomo è riuscito a far dialogare il presente
con il passato, Calvizzano con Joppolo, i protagonisti di allora con i
lettori di oggi. È il segno che la cultura, quando nasce da esperienze
autentiche, non ha bisogno di effetti speciali. Le bastano la sincerità del
racconto e la verità delle emozioni. Le immagini descritte dall’autore (gli
amici ritrovati, Fiorella commossa davanti a una fotografia, il sorriso ironico
del “rivale” di Mister Bello Joppolo 1976, gli abitanti che si riconoscono
nelle pagine del romanzo) dimostrano che la letteratura raggiunge il suo
risultato più alto quando smette di parlare di qualcuno e comincia a parlare a
tutti.
Per una comunità come la nostra, questa esperienza
assume un significato ancora più profondo. Calvizzano non è stata soltanto il
luogo da cui partì un gruppo di ragazzi nell’estate del 1976. È il luogo dove è
nata una storia che, dopo mezzo secolo, continua a raccontare valori che non
invecchiano: l’amicizia, la curiosità, il coraggio di partire, la nostalgia del
ritorno e il bisogno, profondamente umano, di conservare la memoria. Forse è
proprio questo il messaggio più bello che ci consegna Joppolo ’76: i luoghi
diventano davvero indimenticabili quando sono abitati dagli affetti, e i
ricordi continuano a vivere solo se qualcuno ha il coraggio di raccontarli.
Per questo le presentazioni di Calvizzano e di Joppolo
non sono state semplici appuntamenti culturali. Sono diventate un esempio di
come un libro possa trasformarsi in un patrimonio condiviso, capace di creare
dialogo, appartenenza e identità. Ed è proprio questa la missione che anche
Calvizzanoweb cerca di perseguire ogni giorno: custodire la memoria della
nostra comunità, raccontarne le storie e dare voce a quelle emozioni che,
altrimenti, il tempo rischierebbe di portare via. Se un libro riesce a
riportare le persone nei luoghi del cuore, allora non ha soltanto raggiunto il
suo obiettivo letterario. Ha compiuto qualcosa di ancora più prezioso: è
entrato a far parte della storia di una comunità.
