Fino alla metà
del 1900, in tempo di guerra o in luoghi rurali come lo era Mugnano, per
medicare le fratture agli arti si utilizzavano bende, se non stracci, imbevute
di chiara d'uovo, farina, colla o gesso impastato con acqua e versato sul
braccio interessato. Questa pratica primitiva veniva effettuata dall'ortopedico
fatto in casa, ovvero dalla donna di casa più anziana, quasi sempre la nonna
che nell'arco della sua esistenza era ormai diventata una specialista. Sembra
assurdo ma è così, anche le fratture venivano curate in casa, l'ospedale era
per il cittadino e non per il contado che per arrivare in ospedale ci sarebbe
voluto quasi un'intera giornata e molte volte non c'erano i soldi per affittare
il calesse e recarsi a Napoli. "Nel Medioevo il gesso veniva applicato dai
medici arabi sotto forma di poltiglia, o versato in stampi di legno attorno
all'osso rotto per farlo solidificare". Non in tutte le case però c'era la
specialista o lo specialista ovviamente, in una realtà come Mugnano ce ne erano
tre o quattro su tutto il territorio che praticavano l'ortopedia fai da te, che
a volte mettevano a rischio la stessa salute del malcapitato, vuoi per una
cattiva manipolazione dell'arto o per altro. I cosiddetti santoni o stregoni
dal malcapitato poi ricevevano un obolo per essersi adoperati. Tanti sono stati
i casi che si sono risolti positivamente e tanti che hanno lasciato dei segni
permanenti.
Foto tratta da Step salute
