Mugnano. Alveo Camaldoli, il tratto bonificato lato via Flacco è di nuovo invaso dalla vegetazione: dopo un anno si torna al punto di partenza

 

Prosegue il nostro viaggio lungo gli alvei del Camaldoli e del Carmine. Dopo aver documentato lo stato del tratto che inizia all’incrocio tra Corso Italia-via Guglielmo Pepe (altezza nuovi semafori) che va in direzione Calvizzano-Villaricca, ci spostiamo sull’altro lato della strada, in via Quinto Orazio Flacco, proprio dove, un anno fa, SMA Campania aveva effettuato un’importante operazione di bonifica.

Le immagini parlano da sole: il tratto che era stato completamente ripulito è tornato a essere fitto di vegetazione. Arbusti, sterpaglie e piante infestanti hanno nuovamente occupato l’alveo, cancellando in gran parte gli effetti dell’intervento eseguito nell’estate dello scorso anno. Nel luglio 2025 gli operai di SMA Campania avevano rimosso la vegetazione e i detriti che ostacolavano il regolare deflusso delle acque, nell’ambito del programma di manutenzione degli alvei promosso dalla Regione Campania per ridurre il rischio idraulico e migliorare le condizioni ambientali del territorio.

Questa foto scattata a luglio del 2025 documenta l'intervento radicale e puntuale che venne effettuato da SMA Campania
A distanza di dodici mesi, però, la natura ha ripreso rapidamente il sopravvento. Una situazione che evidenzia come gli interventi straordinari, pur indispensabili, non siano sufficienti se non vengono accompagnati da una manutenzione ordinaria e programmata. Senza controlli periodici e nuove operazioni di pulizia, gli alvei tendono infatti a ritornare in breve tempo nelle condizioni precedenti.

Il tratto di via Orazio Flacco rappresenta un esempio concreto di questa problematica: il lavoro svolto ha prodotto benefici immediati, ma oggi la vegetazione è tornata a occupare gran parte dell’alveo, rendendo necessario un nuovo intervento per preservare la funzionalità del corso d’acqua e ridurre il rischio di criticità in caso di piogge intense. 

La tutela degli alvei non può essere affidata esclusivamente a operazioni straordinarie. Per garantire sicurezza idraulica e salvaguardia ambientale serve un piano di manutenzione continuo, capace di impedire che il territorio torni ciclicamente al punto di partenza.

 

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