Marano–Calvizzano–Villaricca, il Vallone del Carmine: trent’anni di abusi, scarichi fognari e promesse mancate. Dossier-Reportage
Un’inchiesta sul degrado ambientale del Vallone del Carmine, tra sversamenti, abusi e interventi annunciati ma mai realizzati
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Sono trascorsi sette mesi dalla pubblicazione di
questo dossier-reportage e, purtroppo, non è cambiato nulla. Le criticità
denunciate restano irrisolte e le risposte attese continuano a non arrivare.
Per questo motivo ve lo riproponiamo, affinché l’attenzione su una vicenda che
riguarda il territorio, l’ambiente e la salute pubblica non venga meno. Le
immagini, i documenti e le testimonianze raccolte conservano tutta la loro
attualità e confermano una situazione che, a oggi, attende ancora interventi
concreti.
Dossier-reportage: viaggio nel vallone dei veleni
Il Vallone del Carmine, come riportato nella mappa infografica, ha origine in via Recca, al confine con il Bosco della Salandra, ricadendo inizialmente nel territorio del Comune di Marano.
Nel 1997 venne convocato un Consiglio comunale straordinario proprio nel Vallone Fossa del Carmine, teatro di un grave abuso edilizio. Si rese necessario dare una risposta a chi, incurante dei pericoli per l’intera città, continuava a speculare e a devastare il territorio.
| Via Marano-Quarto, inizio vallone Defrido |
I lavori, affidati il 26 agosto 2020 alla società D.R.G. Group con sede a Bacoli, hanno avuto un importo complessivo di 110.615,23 euro IVA inclusa, a fronte di una base d’asta pari a 152mila517,55 euro.
Il Vallone Defrido termina in via San Rocco, nei pressi dell’incrocio semaforico con via Euclide. Qui inizia il tratto tombato del vallone, che prosegue fino a via Platone. Quest’opera fu realizzata agli inizi degli anni Duemila grazie a un finanziamento europeo.
Alcuni anni fa, durante interventi di decespugliamento del canale, venne scoperto un tubo dal quale fuoriuscivano liquami fognari, nonostante in quel tratto dovessero defluire esclusivamente acque piovane dirette verso lo scatolare di via Platone, parte tombata dell’Alveo Fossa del Carmine-Defrido.
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| In via Platone termina il tombamento del Vallone |
Da qui il vallone torna all’aperto e prosegue in direzione dell’ex Masseria Furoli (via Adda, tratto maranese; via Benedetto Croce, tratto calvizzanese), per poi virare verso Qualiano.
In via Benedetto Croce ha inizio un tratto scoperto di circa due chilometri, che resterà tale ancora per circa 900 metri, poiché i lavori di pulizia e ripristino degli argini, commissionati dal Comune di Calvizzano, hanno interessato soltanto il tratto di via Corigliano (meglio conosciuta come strada di Candida) fino all’altezza del Centro di raccolta di via San Pietro (lato Calvizzano) e della Masseria del Carmine (lato Marano).
Si tratta del tratto più inquinato dell’intero alveo: da anni vi confluiscono liquami fognari provenienti in gran parte dalle abitazioni maranesi della zona di via Corree di Sotto e via Platone.
Il Vallone del Carmine termina in via Roma, nei pressi del Ponte Surriente, tra i territori di Villaricca, Qualiano, Marano e Calvizzano, dove si innesta nel tratto tombato dell’Alveo dei Camaldoli, sottostante la cosiddetta strada di Candida.
Alcuni tubi che fuoriescono dalla sponda calvizzanese dell'Alveo del Carmine: in passato qualcuno ha mai controllato se venivano sversati liquami?
In molti tratti si è quasi azzerata la profondità iniziale, poiché, negli anni, è stato utilizzato come discarica abusiva e riempito con materiale di scarto di lavorazioni edili
| Profondità originaria |
| Profondità attuale in alcuni tratti |
| Vallone nei pressi della storica Masseria Chiavettieri: tratto non interessato ai lavori di risanamento |
Dossier-reportage a cura di Gianpaolo Cacciapuoti – Domenico Rosiello






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