“L’Attesa”, il giornale che ha custodito la memoria dello stadio di Marano

 

Primo numero de L'attesa: chiuso in redazione il 30 settembre 1994

In questi giorni abbiamo raccontato la storia dello stadio di Marano, oggi intitolato al carabiniere Salvatore Nuvoletta, Medaglia d’Oro al Merito Civile. Un viaggio lungo oltre quarant’anni, partito dal 1977 e arrivato fino al 2020, anno della chiusura definitiva dell’impianto. Abbiamo ripercorso tutte le tappe più significative: la progettazione, i lavori di realizzazione, l’inaugurazione, gli anni in cui il Napoli scelse Marano come sede dei propri allenamenti, fino alle vicende che hanno segnato il declino della struttura. Un lavoro di ricostruzione storica che non sarebbe stato possibile senza uno straordinario patrimonio documentale: quello custodito nelle pagine de L’Attesa, il mensile che per quasi vent’anni ha rappresentato il punto di riferimento dell’informazione locale e uno dei più importanti archivi della memoria cittadina. C’è una grande differenza tra raccontare la storia e averla documentata mentre si stava scrivendo. L’Attesa ha fatto proprio questo. Mese dopo mese ha seguito con attenzione le trasformazioni di Marano, raccontando i fatti con il rigore del giornalismo e la passione di chi conosce profondamente il proprio territorio. Non si è limitato a dare notizie: ha realizzato reportage, inchieste e dossier che oggi rappresentano fonti preziose per ricostruire la storia della città. Lo stadio di Marano è uno degli esempi più significativi di questo straordinario lavoro. Dalla nascita dell’idea progettuale ai cantieri, dalle inaugurazioni alle polemiche, fino agli anni in cui il Napoli trasformò l’impianto in un punto di riferimento per i propri allenamenti, L’Attesa ha raccontato ogni passaggio con precisione, raccogliendo documenti, testimonianze e immagini che oggi assumono un valore storico inestimabile. Sfogliare quelle pagine significa rileggere la storia di un’intera comunità. Significa ritrovare nomi, date, decisioni amministrative, speranze, entusiasmi e anche delusioni. È la dimostrazione di quanto il giornalismo locale, quando è svolto con serietà, indipendenza e spirito di servizio, possa trasformarsi nel più fedele custode della memoria collettiva.

Fondato nel 1994 da Stefano Rinaldi e Mimmo Rosiello, che ne assunse la direzione dal 2006 al 2013, L’Attesa raccoglieva l’eredità di IdeaCittà, il periodico nato dall’esperienza del Club Medicina e Cultura, presieduto prima dal neurochirurgo Michele Carandente e successivamente dal medico chirurgo Nicola Moio. Nel corso degli anni il giornale è stato diretto anche da Angela Mallardo e Raffaele Romano, mantenendo sempre una linea editoriale improntata all’approfondimento, alla verifica delle fonti e alla valorizzazione delle vicende del territorio. La pubblicazione si concluse nel luglio del 2013, lasciando però un’eredità che va ben oltre le migliaia di pagine stampate. Insieme a IdeaCittà, L’Attesa è stata una vera palestra di giornalismo, formando numerosi giovani che proprio tra quelle colonne hanno imparato il mestiere, confrontandosi con la cronaca, le inchieste e l’approfondimento. Se oggi è stato possibile ricostruire, con precisione e dovizia di particolari, la storia dello stadio di Marano, il merito è anche di chi, con lungimiranza, ha avuto la sensibilità di raccontare gli eventi nel momento stesso in cui accadevano. L’Attesa non è stata soltanto un giornale: è stata un archivio vivente della città, una memoria collettiva affidata alla carta stampata. In un tempo in cui le notizie scorrono veloci e spesso si consumano nel giro di poche ore, il lavoro svolto da L’Attesa assume un valore ancora più grande. Perché il buon giornalismo non si limita a informare il presente, ma costruisce la memoria del futuro. Ed è grazie a quella memoria che oggi Marano può rileggere una delle pagine più importanti della propria storia sportiva e civile. Un patrimonio che appartiene all’intera comunità e che merita di essere custodito, ricordato e tramandato alle nuove generazioni.

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