La domenica della vipera in chiesa

 

Tra i ricordi più vivi della mia adolescenza ce n’è uno che ancora oggi riaffiora con sorprendente nitidezza: la domenica della vipera in chiesa. Erano gli anni tra il 1954 e il 1957 (purtroppo non ho memoria della esatta data). Avevo poco più di dieci anni e, come ogni domenica mattina, mi recavo con Don Peppino Cerullo nella chiesa della frazione San Pietro di Calvizzano per assistere alla Santa Messa. A quei tempi le automobili erano ancora poche e, per raggiungere la chiesa, venivamo accompagnati sul calesse di Giovanni Cavallo, un contadino calvizzanese che abitava in Piazza Umberto I. Era una persona semplice, di profonda fede e molto stimata da tutti coloro che lo conoscevano. Quella domenica la celebrazione era iniziata da poco quando qualcuno notò un serpente nelle vicinanze dell’altare. In pochi istanti la notizia si diffuse tra i fedeli e la sorpresa lasciò spazio alla paura. Si disse subito che si trattava di una vipera, e questo contribuì ad accrescere la preoccupazione dei presenti. Don Peppino, pur sorpreso da quella presenza inattesa, cercò di rassicurare tutti e sospese la celebrazione. Alcune persone del posto intervennero armate di attrezzi agricoli e, dopo circa venti o trenta minuti di apprensione, riuscirono a eliminare il rettile. Nel frattempo molti fedeli si erano allontanati dalla chiesa per prudenza. Ristabilita la calma, i presenti rientrarono e la Santa Messa poté finalmente riprendere. Per noi ragazzi fu un episodio eccezionale, destinato a diventare argomento di conversazione per molto tempo e a rimanere impresso nella memoria di chi vi assistette. A distanza di oltre settant’anni, quel ricordo conserva ancora il sapore di un’epoca diversa: le strade percorse in calesse, la fede semplice e genuina delle persone, il senso di comunità che caratterizzava la vita del paese. E, tra tutti quei ricordi, la domenica della vipera in chiesa resta certamente una delle pagine più singolari della mia giovinezza.

Giovanni Salatiello

Ancora grazie a Giovanni Salatiello, fratello di Aldo Salatiello, artista più volte ricordato sulle pagine di Calvizzanoweb, per la piccola pagina di storia locale che merita di essere conservata. Le sue storie e i suoi ricordi, come abbiamo già scritto in altre occasioni, rappresentano sempre un valore aggiunto per il nostro blog. Pur vivendo da molti anni ad Arezzo, Giovanni conserva un profondo legame con la sua Calvizzano, che continua a portare nel cuore.


 

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