Joppolo ’76. Sala consiliare gremitissima per la presentazione del libro di Paolo Ferrillo, tra ricordi e storia
Fonte https://www.facebook.com/photo/?fbid=122121263510893157&set=a.122116859732893157
Ieri pomeriggio, nella Sala Consiliare “Cristofaro
Agliata” del Comune di Calvizzano, è avvenuta la presentazione del libro “Joppolo
‘76”, l’ultimo romanzo del poeta e artista calvizzanese Paolo
Ferrillo, edito da Edizioni Clandestine. Un libro che racconta,
come un romanzo di formazione, la storia vera di un gruppo di ragazzi,
calvizzanesi, che si ritrovano per fare una vacanza in un campeggio della
Calabria, affrontando amicizie, amori, concorrenze e giochi.
Alla presentazione, moderata dal prof. Raffaele
Romano, erano presenti, oltre all’autore del libro, il sindaco Luciano
Borrelli, la delegata alla Cultura del Comune di Calvizzano Fabiana
Sarracino, la preside dell’Istituto Comprensivo “Marco Polo” Francesca
Schiattarella e Mimmo Rosiello, direttore di CalvizzanoWeb e
dintorni.
A fare da accompagnamento, Pietro Cristiano
e Ciro Cozzolino, due arzilli signori che, armati di fisarmonica e
chitarra, come fanno ogni sabato nella Villa del Ciaurro di Marano hanno fatto
da juke-box di sottofondo per questo incontro.
Pietro
Cristiano e Ciro Cozzolino
La sala consiliare era pienissima: con alta
probabilità i presenti erano addirittura un centinaio, per nulla pochi
considerata non solo la capienza dell’aula ma anche della portata che questi
eventi hanno a Calvizzano, sintomo e prova che la Cultura, a Calvizzano, può
avere i suoi spazi e dare i suoi frutti. Tra i presenti, non possiamo non
indicare la presenza di alcuni assessori e consiglieri comunali, come Arianna
Ferrillo, Assessore agli Eventi, Maria Cristina Napolano, Assessore
alla Pubblica Istruzione, Marialuisa Ferrigno, Assessore all’Ambiente e
ai Trasporti, e Giuseppe Santopaolo, consigliere comunale con Delega al
Bilancio e al Commercio.
Infine, ma non per importanza, una presenza da ritenere una sorpresa nella
sorpresa: la reunion del gruppo di amici protagonisti del libro,
riunitisi tutti assieme dopo cinquant’anni.
Da
sinistra a destra: Maria Cristina Napolano, Arianna Ferrillo, Marialuisa
Ferrigno, Francesca Schiattarella, Raffaele Romano, Mimmo Rosiello, Luciano
Borrelli, Fabiana Sarracino, Paolo Ferrillo
Il
gruppo ieri e oggi
L’incontro è iniziato con un intervento del sindaco,
che ha voluto ribadire la contentezza per questo evento ma anche sottolineare
come questo dovesse essere l’inizio di una nuova era culturale per
Calvizzano; a seguire, vi è stata la dichiarazione della delegata alla Cultura Sarracino, madrina dell’evento, che ha voluto ringraziare il sindaco e tutti i
presenti e lo stesso autore del libro che ha apprezzato particolarmente non
solo per la sua storia ma anche per le similitudini che ha potuto trovarvi con
la sua stessa giovinezza, augurandosi che il libro venga letto anche e
soprattutto dai giovani che oggi vivono un mondo «troppo virtuale e poco reale».
Dopo un intermezzo musicale di Pietro e Ciro, che hanno suonato Calabrisella mia, accompagnato da una breve loro presentazione fatta da Mimmo Rosiello, è arrivato il momento della discussione del libro: il prof. Romano ha voluto analizzare con Paolo Ferrillo la struttura del libro, fortemente caratterizzata dall’impressione e l’espressione di ricordi di vario tipo; una narrazione che non ha esitato a indicare anche vicina alla “Ricerca del Tempo perduto” di Marcel Proust; un punto di vista che l’autore ha condiviso proprio per il suo voler immortalare in questo romanzo i ricordi, gli eventi e i pensieri di quel tempo. A questo discorso è seguito anche un intervento degli amici che fanno da personaggi principali del romanzo: con portavoce il prof. Peppe Pezone, storico locale, si è ricordato amabilmente una serie di aneddoti di quella fatidica vacanza a Joppolo, arricchendo il racconto di particolari che, raccontati dai protagonisti stessi, hanno dato un’ulteriore nota di colore. Molto emozionante è stato il racconto della fatidica vittoria della gara dei sacchi, avvenuta nel campeggio e che è stato il momento topico di quella vacanza.
| Peppe Pezone |
È stato poi il momento della Dirigente scolastica della Marco Polo, Francesca Schiattarella, che ha espresso non solo apprezzamento per il libro ma anche rammarico per non aver potuto organizzare per tempo l’incontro per poter far leggere il libro agli alunni dell’istituto, auspicando nella possibilità di poter riorganizzare l’incontro con l’autore e i suoi amici-coprotagonisti perché si possa anche capire come vi sia una comunanza, sebbene sopita, tra i giovani d’oggi e quelli d’allora, nonostante le differenze generazionali. Mimmo Rosiello ha voluto poi ricordare, legandosi alla sua citazione nel libro, la storia di Radio Venere, una radio libera che ebbe sede proprio a Calvizzano. Per raccontare la sua storia, Mimmo Rosiello ha voluto chiamare a parlarne al microfono il suo fondatore, Pasquale De Palma, proprietario di una ditta di ceramiche di Capodimonte che è situata in via Eduardo De Filippo, dove ebbe sede anche la radio.
Mimmo
Rosiello e Pasquale De Palma, fondatore di Radio Venere
Nel suo intervento, De Palma ha ricordato come dalla piana giuglianese dove si trovava la sede e l’antenna radio riuscissero a farsi sentire fino al Sannio e all’Irpinia, la nascita «per scherzo» e la fine improvvisa che ha avuto l’esperienza di Radio Venere, con la sua vendita. A seguito della sua intervista, Lorenzo Ricciardiello, cronista sportivo, ha voluto chiedere al sindaco un encomio ufficiale per Pasquale De Palma proprio per le opportunità che ha dato ai giovani di Calvizzano al tempo con la radio libera, e la risposta di Borrelli non si è fatta attendere con una novità in anteprima: a settembre vi sarà una Giornata dell’Orgoglio Calvizzanese, dove verranno premiate tutte le figure che hanno dato e danno lustro al paese.
Dopo un secondo intermezzo musicale, a suon di Oi Marì e Io te vurria vasà, c’è stata una seconda riflessione sul libro, questa volta sul suo risvolto psicoemotivo, le emozioni e gli amori che vengono raccontati al suo interno. Qui Paolo Ferrillo ha raccontato proprio quella che può essere definita la componente da romanzo di formazione del libro stesso, ovvero questo tripudio di pensieri ed emozioni davanti agli eventi vissuti durante quella vacanza, che lo hanno messo anche in crisi al tempo. Ha voluto come esempio ricordare lo struggimento nel dover tenere segreto ai suoi amici quella che era una prima relazione con una ragazza avvenuta proprio all’interno del campeggio, nel dover scegliere tra essere leale ai suoi amici o assecondare le richieste di questa ragazza, cosa che al tempo lo faceva soffrire, lo faceva sentire infedele nei confronti dei suoi compagni. Il discorso si è poi espanso sugli atteggiamenti, sui comportamenti che sono raccontati nel libro, e questa tendenza al carpe diem, al cogliere l’attimo, che in questa vacanza fu adottata non tanto dai giovanotti protagonisti, ma bensì da delle ragazzine milanesi; un contrappasso curioso, a detta del prof. Romano, poiché il carpe diem è parte della filosofia epicurea, quella filosofia che con gli Antichi Greci si è diffusa nel Sud, più che nel Settentrione rappresentato sempre come stacanovista e laborioso. Su questo argomento la memoria di Paolo Ferrillo si è spalancata sulle figure appunto di queste ospiti meneghine; tra cui la più grande, maestra al tempo di un’Accademia d’arte con delle allieve al suo seguito, ebbe un gran spirito di protezione nei suoi confronti durante quella vacanza (descrizione che, come ha raccontato, è stata altamente apprezzata per la sua veridicità dalla stessa ragazza nel leggere il suo libro).
Il prof. Romano ha voluto anche sottolineare la dedica
iniziale del libro fatta dall’autore alla moglie, Speranza; che oltre a
essere sua consorte è stata anche la causa della pubblicazione del libro,
decisione frutto di una gestazione iniziata proprio dall’esortazione di sua
moglie nel pubblicarlo, coadiuvata dal giudizio anche di altre figure, come
quella di sua sorella Gianna ma anche di persone terze come Patrizia
Ubaldi, ex responsabile del Centro Culturale di Cluj-Napoca in Romania.
Gianna
Ferrillo
| Patrizia Ubaldi |
Mimmo Rosiello ha poi voluto fare una domanda molto importante a Paolo Ferrillo, ovvero se questo libro l’avrebbe apprezzato Otello Di Maro, poeta e cantante calvizzanese riscoperto postumo ma al tempo amico e maestro di musica e poesia del Ferrillo. Paolo Ferrillo ha voluto ricordare la sua figura, e il suo impegno per pubblicare postumo le sue opere e dare valore al suo operato. Durante questo intervento, ha chiamato dal pubblico Patrizia Ubaldi, la quale ha potuto anticipare che la poesia Epitaffio, che Otello Di Maro scrisse in ricordo della nonna, per i suoi versi in endecasillabi petrarcheschi, ha vinto il premio “Salvatore Quasimodo” della Rivista Orizzonti. Non è mancato poi il saluto anche a Gianna Ferrillo, sorella di Paolo, che dà voce con passione alle poesie del fratello dedicate proprio ai personaggi di Calvizzano.
Otello
Di Maro
Rosiello ha poi chiesto dei progetti letterari futuri di Ferrillo, in vista anche del suo pensionamento; e non sono mancate notizie interessanti, come quella di una storia d’amore tra un calvizzanese e una toscana impiantata a Calvizzano a causa del lavoro del padre, intagliatore di pelli assunto dal calzaturificio Melluso. Nel parlare di queste storie, Ferrillo non ha mancato di rimarcare come Calvizzano, nel suo immaginario e per la sua esperienza, sia un luogo per lui ideale per raccontare una storia autentica, tra quei vicoli e quel centro storico che ha vissuto da bambino e che era appunto un luogo sempre vivo.
Mimmo Rosiello ha voluto poi ricordare non solo gli
amici e i familiari di Paolo Ferrillo, ma anche una collaborazione intercorsa
in passato tra il prof. Raffaele Romano e l’autore di Joppolo ’76: il
prof. Romano infatti scrisse la prefazione de L’autoepitaffio di Otello
Di Maro, fatto pubblicare proprio dal Ferrillo.
Prima
pagina del libro “L’autoepitaffio” di Otello Di Maro
Arrivati alle conclusioni, c’è stato un simpatico
interludio musicale finale con ‘O surdato ‘nnammurato, dove Mimmo
Rosiello ha voluto anche coinvolgere il pubblico.
Nei saluti finali, Paolo Ferrillo ha voluto anche ricordare un personaggio purtroppo assente nel romanzo per sua amnesia, quello di Mariano Miloso, figura un po’ più timida di quel gruppo che partecipo a questa vacanza raccontata nel suo romanzo, che è stato tra le vittime della pandemia di COVID. A lui sono stati dedicati applausi e parole dolci, perché seppur assente dallo scritto non può essere cancellato dalla memoria, come ha avuto modo di dichiarare. A concludere, le chiusure del prof. Raffaele Romano e della delegata alla Cultura dott.ssa Fabiana Sarracino: il prof. Romano ha voluto plaudere a Paolo Romano per aver dimostrato di avere Calvizzano nel cuore; l’assessore Sarracino ha voluto ringraziare non solo l’autore del libro, per questo suo meraviglioso racconto, ma ha tenuto anche a ringraziare varie figure presenti all’evento, tra cui suo marito Mario Salatiello, per l’appoggio personale profusole, e Mimmo Rosiello, per averla aiutata in questo evento.
Gianpaolo Cacciapuoti
L’articolo è stato pubblicato senza i 15
video allegati, poiché il caricamento su YouTube richiede un tempo
considerevole. Non appena saranno pronti, lo pubblicheremo completo con tutti i
video. Nel frattempo, ringraziamo il nostro redattore Gianpaolo Cacciapuoti per
il pregevole lavoro svolto e per l’impegno profuso nella realizzazione
dell’articolo.