Savanelli, in una foto di fine anni '70, alla consolle negli studi di Radio Alternativa
Negli anni Settanta, mentre il
Paese cambiava volto e le prime radio private rompevano il monopolio
dell’informazione, anche l’area a nord di Napoli trovò la propria voce. È uno
dei passaggi più suggestivi di Joppolo ’76, il libro di Paolo Ferrillo, che sarà
presentato questa sera nell’aula consiliare di Calvizzano, accompagnato dal
reportage di Lorenzo Ricciardiello dedicato alle prime radio libere. Nel volume si legge: “sui tetti comparivano le antenne a banda larga,
che ci permettevano di catturare i segnali tremolanti e ‘nebbiosi’ di Tele
Montecarlo con il programma di Jocelyn, e di Capodistria con lo spogliarello di
mezzanotte. E poi c’erano le voci delle nuove emittenti private: su tutte
quelle di Radio Alternativa di Marano e di Radio Venere, la radio di
Calvizzano, che sapevano dare un suono e un’identità a un’epoca in cui tutto
sembrava cominciare a cambiare”
Tra quelle esperienze
pionieristiche spicca Radio Alternativa, fondata nel 1976 dal giornalista Enzo
Savanelli a Marano. Non fu soltanto una delle prime emittenti libere del
territorio, ma anche uno strumento di informazione coraggiosa, capace di
affrontare temi scomodi in un periodo in cui parlare apertamente di criminalità
organizzata comportava rischi enormi. Savanelli, che negli anni Settanta e
Ottanta denunciò con i suoi articoli l’espansione della camorra, trasformò
Radio Alternativa in una voce indipendente e libera. L’esperienza
dell’emittente, però, ebbe un epilogo drammatico: agli inizi degli anni Ottanta
una bomba collocata all’interno della redazione distrusse tutte le attrezzature
radiofoniche, mettendo fine alle trasmissioni. Nonostante quell’attentato, il
giornalista continuò il proprio impegno civile scrivendo per Il Mattino fino ai
primi anni Novanta. Successivamente fondò il periodico PAN, altra iniziativa
editoriale che gli procurò nuove intimidazioni da parte della camorra,
costringendolo infine a interromperne la pubblicazione. Il suo messaggio alle
nuove generazioni resta ancora oggi di straordinaria attualità. Il 30 gennaio
2020, intervenendo all’Istituto Superiore Levi di Marano, durante un convegno
organizzato dal professor Antonio Guarino nell’ambito della presentazione di un
progetto biennale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale,
artistico e paesaggistico locale, finanziato con i fondi europei PON 2014-2020,
Savanelli si rivolse agli studenti con parole semplici ma profonde: “io ho
seminato, sto alla fine, sono malato, ora tocca a voi sostituirmi”. Un
testimone ideale consegnato ai giovani, affinché continuino a difendere i
valori della libertà di informazione, della legalità e dell’impegno civile. La
presentazione di Joppolo ’76 rappresenta così anche un’occasione per ricordare
una pagina importante della storia del territorio: quella delle radio libere
che, insieme a uomini come Enzo Savanelli, contribuirono a costruire una
coscienza civile in anni difficili, dimostrando che anche un microfono poteva
diventare uno strumento di libertà e di resistenza.
Spezzoni del suo intervento alla manifestazione di presentazione del progetto biennale, mirato all’educazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico locale, finanziato con i fondi europei Pon 2014-2020, che si è svolto il 30 gennaio scorso all’Istituto Superiore Levi di via Falcone
Il prof. Antonio Guarino presenta al pubblico il giornalista Savanelli
Savanelli: “La camorra mi ha mandato all’ospedale tante volte”
Savanelli ai ragazzi in Aula Magna: “io ho seminato, sto alla fine, sono malato, ora tocca a voi sostituirmi”