Della tradizionale Festa di San Giacomo, patrono di Calvizzano, e del rito dell’incendio del Campanile, se ne parla anche nel libro degli itinerari culturali e dei siti Unesco della Città Metropolitana

                                                      

La tradizionale Festa di San Giacomo, patrono di Calvizzano, e il suggestivo rito dell’“Incendio del Campanile” sono tornati a far battere il cuore della comunità. Un evento tanto amato da essere citato anche nel Libro degli Itinerari Culturali e dei Siti UNESCO della Città Metropolitana di Napoli.

Per anni la manifestazione era stata sospesa a causa della mancanza di fondi e delle precarie condizioni strutturali del campanile, monumento simbolo di Calvizzano, considerato tra i più belli dell’intera provincia di Napoli. La svolta è arrivata grazie al parroco Don Ciro e alla generosità dei fedeli, che hanno reso possibile il restauro dell’antico manufatto.

L’ultimo incendio del campanile si era tenuto nel 2014. Dopo due anni di pausa, l’evento fu ripreso nel gennaio 2016, grazie a un progetto finanziato dall’Ente Provinciale per il Turismo (EPT), classificatosi primo in graduatoria, con un contributo di 15mila euro. Tuttavia, nel 2018, nuove criticità emersero a causa della caduta di calcinacci: si rese necessaria una messa in sicurezza della struttura.

Negli anni successivi, lo scioglimento del Consiglio Comunale, l’arrivo dei Commissari straordinari e infine la pandemia da Covid-19 impedirono nuovamente lo svolgimento della manifestazione.

Il rito è tornato nel 2022, rilanciato con determinazione dall’amministrazione guidata dal sindaco Pirozzi. L’organizzazione fu affidata, tramite piattaforma MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione), alla società Terracciano di Casalnuovo, per un importo complessivo di 9.699 euro, IVA e oneri di sicurezza inclusi.

Dal 2023, la spettacolare cerimonia dell’“Incendio del Campanile” ha assunto un formato ancora più coinvolgente, fondendo la magia dei fuochi d’artificio con la potenza evocativa della musica, trasformando la festa in un’esperienza sensoriale unica per cittadini e visitatori.

Un rito che affonda le sue radici nella tradizione, ma guarda con forza al futuro, come emblema dell’identità e della rinascita culturale di Calvizzano.

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