Calvizzanoweb, dieci anni di impegno per restituire a Peppe “’A Frizione” il posto che merita nella storia
Se oggi il nome di Giuseppe Ruggiero, il mitico “Peppe
’A Frizione”, è tornato a essere conosciuto e apprezzato ben oltre i confini di
Calvizzano, il merito è soprattutto del lungo lavoro di ricerca e divulgazione
portato avanti da Calvizzanoweb e dal suo direttore Domenico (Mimmo) Rosiello.
Va puntualizzato che non si tratta di una riscoperta recente. Già circa dieci
anni fa, dopo un’approfondita ricerca tra documenti, fotografie, testimonianze
e riviste specializzate dell’epoca, Calvizzanoweb pubblicò il primo ampio
articolo dedicato al grande pilota calvizzanese. Da allora il giornale ha
continuato a raccontarne la storia, raccogliendo nuovi materiali e mantenendone
viva la memoria quando quasi nessuno ne parlava più. Insomma, un lavoro
costante che ha trovato un importante riconoscimento anche da parte di
Storienapoli.it. Nel suo articolo dedicato a Giuseppe Ruggiero, il fondatore
del noto portale, Federico Quagliuolo, scrive infatti: “bisogna ringraziare
Leila Ruggiero (figlia di Peppe ‘a Frizione”) e Domenico Rosiello di Calvizzanoweb
se la memoria di Giuseppe Ruggiero è ancora viva".
Un’affermazione che certifica il ruolo fondamentale svolto dal portale calvizzanese nel recupero della figura di uno dei più grandi piloti automobilistici napoletani di tutti i tempi. Definito dalla rivista Cronosprint tra i migliori driver partenopei insieme a Giovanni Rocco, Peppe “’A Frizione” seppe misurarsi con autentiche leggende come Tazio Nuvolari, Nino Farina, Alberto Ascari, Achille Varzi e Luigi Villoresi, ottenendo risultati di assoluto prestigio pur disponendo spesso di mezzi tecnici inferiori. Ma l’impegno di Calvizzanoweb non si è limitato alla pubblicazione di articoli. Attraverso una costante attività di sensibilizzazione, il giornale ha riportato all’attenzione della comunità il valore storico e sportivo di Giuseppe Ruggiero, raccogliendo il prezioso contributo della figlia Leila, custode della memoria del padre, e ricostruendo con rigore una vicenda che rischiava di essere dimenticata. Oggi, mentre si torna a parlare della proposta di intitolargli una strada, che con la nuova amministrazione targata Borrelli potrebbe realizzarsi, riparliamo dell’idea lanciata qualche anno fa: una mostra a Palazzo Ruggiero, in via Mirabelli, dove nacque e visse il campione. E’ giusto ricordare che tutto questo nasce da un percorso iniziato circa dieci anni fa. Un lavoro silenzioso, paziente e appassionato che ha restituito a Calvizzano uno dei suoi figli più illustri. La memoria non si improvvisa: si costruisce con studio, passione e perseveranza. Ed è proprio grazie a questo impegno che oggi Giuseppe Ruggiero può finalmente tornare a occupare il posto che gli spetta nella storia dello sport e nella memoria della sua città.
Per dovere di cronaca, ricordiamo che la proposta di dedicargli una strada la fece in
Commissione Toponomastica l’ex assessore e consigliere comunale Vincenzo
Trinchillo, ma il lavoro venne congelato. Giuseppe Ruggiero, detto “Peppe A’ Frizione”, nel 1948 comprò
una Stanguellini 1100, con la quale riuscì a prendersi tante belle
soddisfazioni, tra cui quella del gran premio di Bari, dove si piazzò al quinto
posto, sebbene gareggiassero piloti del calibro di Tazio Nuvolari, Nino Farina,
Alberto Ascari, Achille Varzi, Gigi Villoresi, Giovanni Bracco, Berardo
Taraschi, Soave Besana, Franco Cortese, Ferdinando Righetti, Giovanni Rocco
(altro grande pilota napoletano) che guidavano macchine più potenti tra cui
Ferrari e Maserati.
Altre immagini

Giuseppe Ruggiero insieme a Maria Teresa De Filippis, prima donna a qualificarsi in un gran premio di Formula 1


