Calvizzano. Pista ciclabile lungo l' Alveo Camaldoli, il progetto verso l’addio? Dopo dieci anni dovrebbe essere cancellato dal Piano triennale delle opere pubbliche

Foto di repertorio
Il progetto della pista ciclopedonale lungo l’Alveo Camaldoli, inserito da anni nella programmazione delle opere pubbliche del Comune di Calvizzano, sembra ormai destinato a uscire definitivamente dai documenti di pianificazione dell’ente.Nel Piano triennale delle opere pubbliche è infatti ancora presente l’intervento denominato “Realizzazione di una pista ciclabile adiacente all’Alveo Camaldoli”, per un importo complessivo di 2 milioni e 78 mila euro, con finanziamento previsto attraverso fondi statali o comunitari. Tuttavia, alla luce del finanziamento ottenuto per il percorso ciclabile P5, il collegamento che unirà Mugnano di Napoli a Licola attraversando Calvizzano, Villaricca, Qualiano, via Ripuaria, Varcaturo e Madonna del Pantano, il progetto locale dovrebbe essere eliminato nel prossimo Documento unico di programmazione (DUP) e nel nuovo Piano triennale delle opere pubbliche. Si chiuderebbe così una vicenda iniziata nel 2016, quando venne presentata l’idea di realizzare un percorso ciclopedonale lungo l’Alveo Camaldoli come intervento strategico per la mobilità sostenibile cittadina.

Il progetto nel dettaglio

Il tracciato prevedeva una lunghezza complessiva di circa un chilometro, con partenza dall’incrocio tra via Mazzini e la strada costeggiante l’Alveo Camaldoli, all’altezza dell’impianto semaforico. Il percorso ciclopedonale si sarebbe sviluppato sul lato destro della carreggiata fino al raccordo con via Dante Alighieri, dove era prevista anche l’installazione di una colonnina per la ricarica di veicoli elettrici, comprese le biciclette. Uno degli interventi più significativi riguardava la realizzazione di un attraversamento in legno dell’Alveo Camaldoli all’altezza del cosiddetto “Lavinaio Grande”, la strada mai aperta al traffico perché delimitata da un lato dalla condotta idrica di Acqua Campania e dall’altro dall’alveo. Il ponte avrebbe consentito il collegamento con la viabilità interna di via Eduardo De Filippo. L’infrastruttura avrebbe avuto una larghezza variabile tra 1,50 e 4,20 metri, occupando la banchina laterale sul lato nord della carreggiata. Considerato che il piano stradale si trova a circa tre metri di altezza rispetto al terreno circostante e che la scarpata presenta un andamento quasi verticale, il progetto prevedeva anche la realizzazione di pareti continue di contenimento del terrapieno per garantire la sicurezza dell’opera. Attualmente la banchina interessata è occupata da vegetazione spontanea e non viene utilizzata né per la circolazione veicolare né per quella pedonale. Con l’avvio del più ampio percorso ciclabile P5, l’intervento lungo l’Alveo Camaldoli appare ormai superato e, salvo sorprese, sarà cancellato dalla programmazione comunale, mettendo la parola fine a un progetto rimasto sulla carta per quasi un decennio.

 

 

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