Bando Sport e Periferie, dopo tre bocciature arriva lo stop prima dell’esame delle domande: Marano avrebbe perso la chance di concorrere ai fondi

 

Dopo tre candidature che, negli anni precedenti (2018-2020-2021), erano state regolarmente ammesse alla valutazione ma non avevano ottenuto il finanziamento, questa volta il Comune di Marano rischierebbe di restare fuori dal bando Sport e Periferie 2026 ancora prima dell’esame delle domande da parte della Commissione ministeriale. Secondo quanto emerso, infatti, la candidatura presentata dall’Ente sarebbe stata trasmessa oltre il termine fissato dall’Avviso pubblico, circostanza che ne comporterebbe l’esclusione dalla procedura senza neppure accedere alla fase di valutazione tecnica. Una precisazione, questa, che assume particolare rilievo anche nel dibattito politico di queste ore. Non sarebbe corretto parlare di un finanziamento “perso”, come sostenuto da qualcuno, perché nessuna risorsa era stata ancora assegnata al Comune di Marano. Più correttamente, l’Ente avrebbe perso la possibilità di partecipare alla selezione e di concorrere all’assegnazione del contributo ministeriale. Il progetto approvato dalla Commissione Straordinaria prevedeva un investimento complessivo di 1 milione e 725 mila euro per la riqualificazione del Centro Polisportivo Comunale “Salvatore Nuvoletta”. Di questi, 1,5 milioni di euro sarebbero stati richiesti al Dipartimento per lo Sport nell’ambito del bando Sport e Periferie 2026, mentre il Comune aveva previsto un cofinanziamento di 225 mila euro, pari al 15% del contributo richiesto. L’intervento puntava alla rigenerazione dell’intero complesso sportivo di via Mario Musella attraverso la riqualificazione del campo di calcio, il rifacimento della pista di atletica leggera, il recupero degli spogliatoi, l’ammodernamento delle torri faro, la sistemazione delle aree esterne e il miglioramento degli impianti tecnologici, con particolare attenzione all’efficientamento energetico e all’accessibilità universale.

Il Polisportivo “Salvatore Nuvoletta” rappresenta uno degli impianti sportivi più importanti dell’area nord di Napoli. In passato ha ospitato eventi di rilievo nazionale e internazionale, dagli allenamenti della Nazionale italiana femminile e della Nazionale slovena fino alle gare del Campionato Primavera e ai meeting internazionali di atletica, oltre ad essere stato utilizzato dalla Società Sportiva Calcio Napoli per le sedute di allenamento. A differenza delle precedenti edizioni del bando, però, questa volta il progetto potrebbe non arrivare al vaglio della Commissione ministeriale. Ed è proprio questo l’aspetto che distingue la vicenda attuale da quelle degli anni passati: allora i progetti erano stati valutati ma non finanziati; oggi, invece, la candidatura rischierebbe di essere esclusa prima ancora della fase di esame per il mancato rispetto della scadenza prevista dall’Avviso. Naturalmente non è possibile affermare che il Comune avrebbe ottenuto il finanziamento se la domanda fosse stata ammessa. La graduatoria dipende infatti dalla valutazione della Commissione e dal confronto con le candidature presentate dagli altri enti. Tuttavia, il progetto conteneva numerosi elementi coerenti con gli obiettivi del bando 2026: la riqualificazione di un impianto sportivo esistente, interventi di efficientamento energetico, il miglioramento dell’accessibilità, un cofinanziamento comunale e l’impegno a destinare almeno il 25% dell’orario di apertura dell’impianto alle fasce più deboli della popolazione. Proprio per queste caratteristiche, la proposta avrebbe potuto risultare competitiva. Una possibilità che, se fosse confermata l’esclusione per la presentazione tardiva della domanda, non potrà però essere verificata. Sul piano politico e amministrativo resta quindi un dato difficilmente contestabile: se il ritardo nella trasmissione dell’istanza sarà confermato quale causa di esclusione, il Comune di Marano non avrà perso un finanziamento già acquisito, ma l’opportunità di partecipare alla selezione per ottenere fino a 1,5 milioni di euro destinati alla riqualificazione del principale impianto sportivo cittadino. Ed è proprio questa occasione mancata che rischia ora di alimentare il confronto politico sulla gestione della candidatura e sulle responsabilità che hanno impedito al progetto di arrivare almeno alla valutazione della Commissione ministeriale.

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