Alveo Fossa del Carmine: rete fognaria e risanamento idrogeologico, due interventi distinti e non più rinviabili
Il caso dell’Alveo di Fossa del Carmine impone finalmente chiarezza: la realizzazione della rete fognaria in via Corree di Sotto e il risanamento idrogeologico dell’alveo sono due interventi distinti, entrambi necessari e non più rinviabili. Continuare a confonderli o a rimandarli significa perpetuare un danno ambientale, sanitario e amministrativo che da anni ricade sui cittadini e sul territorio.
Il primo nodo da sciogliere resta la costruzione della rete fognaria in via Corree di Sotto. Un’opera strutturale imprescindibile, che nulla ha a che fare con annunci o polemiche social, ma che incide direttamente sulla salute dei residenti e sul ripristino della legalità. A sollecitare con continuità l’intervento dei commissari straordinari è la coordinatrice di Sinistra Italiana, Stefania Fanelli, che in un recente comunicato stampa ha definito l’opera “indispensabile”, evidenziando come essa rappresenti un vero intervento di risanamento ambientale e sanitario.
L’assenza della rete fognaria ha prodotto negli anni un vero e proprio disastro ambientale, contribuendo all’inquinamento di un canale minore dell’Alveo dei Camaldoli: l’Alveo di Fossa del Carmine. Un corso d’acqua nato come solco naturale per la raccolta delle acque piovane e l’irrigazione dei campi, trasformato nel tempo in ricettacolo di sversamenti abusivi di rifiuti e liquami, attività illecite e conseguenze dirette dell’abusivismo edilizio.
Le risorse economiche, però, sono state individuate. L’opera era già programmata nel Piano triennale dell’anno precedente con uno stanziamento di 600mila euro ed è stata successivamente inserita nel Piano annuale per un importo di 320mila euro. Un passaggio che certifica ufficialmente la copertura finanziaria. A questo punto, la questione è esclusivamente amministrativa: quando si intende procedere con la progettazione esecutiva?
Nel frattempo, mentre si continua a rinviare, i cittadini subiscono conseguenze pesantissime anche sul piano penale e il territorio continua a pagare un prezzo ambientale altissimo. La realizzazione della rete fognaria in via Corree di Sotto significa ripristino della legalità, tutela della salute pubblica e risanamento ambientale. È un dovere delle istituzioni, non una scelta discrezionale.
Separato, ma altrettanto urgente, è il tema del risanamento idrogeologico del tratto restante dell’alveo. Restano infatti circa 900 metri da mettere in sicurezza, che costituiscono la parte rimanente del tratto complessivo di due chilometri, che inizia in via Adda–via Benedetto Croce e termina in via Roma (imbocco Alveo Camaldoli), coinvolgendo direttamente i Comuni di Marano e Calvizzano e indirettamente Villaricca e Qualiano.
È necessario che i sindaci di questi enti, insieme ai Commissari straordinari di Marano, sottoscrivano un accordo di programma, individuando un Comune capofila che presenti una richiesta di finanziamento alla Regione Campania, dal momento che gli alvei sono di competenza regionale. L’intervento dovrà essere finalizzato al risanamento idrogeologico dell’intero tratto ancora compromesso.
La redazione di Calvizzanoweb intende infine ringraziare Gianpaolo Cacciapuoti per il prezioso contributo fornito alla realizzazione del dossier-reportage. Giovane appassionato di storia locale, con un autentico DNA da ricercatore, si sta rivelando una risorsa di grande valore per il nostro blog e per la conoscenza del territorio.
