Prosegue la rubrica “I Sabati di Cultura”. Esclusiva Calvizzanoweb: nella chiesa del Convento francescano è sepolta la moglie del primo Principe di Marano

 

Nel pavimento della Chiesa del Convento Santa Maria degli Angeli è incastonata una lapide sotto la quale riposano le spoglie della principessa Maria De Bologna. L’epigrafe riporta la seguente iscrizione:

MARANI.PRINCEPS.OPTIMA.MARIA.DE.BOLOGNA
QVVM.TRIGESIMVM.SECVNDVM.ANNVM.AGERET
XI.KAL.APRILEIS
VULGARIS.EPOCHÆ.ANNO.MDCCXXXI
COMMVNI.MŒRORE.PRÆTERQVAM.SVO
EX.HVMANIS.REBVS.SVBLATA
HOC.MONVMENTO.CLAVDITVR
QVOD.AMORIS.TENAX.ERGA.NOBILISSIMAM.EIVSDEM.CONIVGEM
NICOLAVS.BERNARDINVS.CAPACCIOLVS
ILLICO.MOLITVS.EST
SVÆQ:GENTI.CVM.TOTO.SACELLO.COMPARAVIT
HVC.QVI.ACCESSERIS
FLETVI.NON.PRECIBVS.PARCITO

La traduzione in italiano è:

Di Marano ottima principessa, Maria di Bologna,
mentre stava compiendo il trentaduesimo anno,
l'undicesimo giorno prima delle Calende d'Aprile
dell'anno dell'era volgare 1731,
tra il dolore comune, ma ancor più del suo,
sottratta alle cose umane,
in questo monumento viene racchiusa.
Il quale monumento, saldo nell'amore verso la sua nobilissima sposa,
Nicola Bernardino Capacciolo
sul momento edificò,
e per la sua stirpe, con l'intera cappella, acquistò.
Tu che qui giungerai,
non risparmiare il pianto, né le preghiere.

Si tratta quindi della tomba di Maria de Bologna, o per chiamarla col nome completo Maria Beccadelli di Bologna, patrizia napoletana nata il 12 febbraio 1699 e deceduta, come scritto, undici giorni prima delle Calende (ovvero del primo giorno) d’aprile, ovvero il 22 marzo 1731. Costei deriva da una famiglia nobiliare, i Beccadelli di Bologna. È una famiglia originaria appunto di Bologna, ma stanziatasi a Palermo nel XIV secolo, dove appunto prese il soprannome di “Beccadelli di Bologna” che è stato anche storpiato in “Bologni” e che ha dato il nome a Piazza Bologni a Palermo.

                                              Piazza Bologni, Palermo. Fonte Wikipedia

Con Antonio Beccadelli detto “Il Panormita” (da Panormum, l’antico nome romano di Palermo), la famiglia si trasferì a Napoli a seguito di Alfonso I di Napoli, della dinastia aragonese. Figlia unica di Cesare e Anna Francesca Caracciolo, suo nonno Nicola Beccadelli di Bologna aveva il titolo di Duca di Palma, lo stesso titolo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de “Il Gattopardo”.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, XII Duca di Palma (di Montechiaro, prov. di Agrigento). Fonte Wikipedia

Il 29 marzo 1717, Maria Beccadelli di Bologna sposò Nicola Bernardino Caracciolo Pisquizi, primo Principe di Marano. La storia del principato di Marano risale al 1629: re Filippo IV di Spagna regalò alla sua favorita Catarina Mandrie y Manriquez de Mendoza, di una famiglia nobiliare spagnola stanziatasi a Milano, il feudo di Marano.
Dai documenti ritrovati da Peppe Barleri, pare che l’acquisto fu viziato: don Girolamo de Sangro, Principe di San Severo s’era inizialmente accaparrato la vendita del casale di Marano, ma se lo vide sottrarre, malgrado fosse avvenuta la chiusura dell’acquisto. Catarina divenne quindi prima Principessa di Marano.
Nel 1637, per volontà di Filippo IV, Catarina Manriquez sposerà Francesco Maria Serbellone, rampollo dei Serbellone di Milano, altra famiglia nobiliare nota. Tra i figli conosciuti, vi furono Antonio, Teresa ed Eufrasia.
Quest’ultima, Eufrasia, sposerà Giovan Geronimo del Negro, della famiglia onegliese dei Del Negro, famiglia di conti e senatori della Repubblica di Genova; e da questa unione nascerà Maria Francesca (terza Principessa di Marano).
Maria Francesca del Negro, il 25 dicembre 1676, sposerà Ferdinando Spinelli, Principe di Tarsia, membro di una delle famiglie nobiliari più influenti di Napoli. Tra i loro figli, nascerà anche Caterina (21/05/1680 – 18/06/1699), che erediterà il titolo di quarta Principessa di Marano.
Infine, Caterina sposerà Aniello Ettore Caracciolo Pisquizi, marchese di Barasciano, e da questa unione nascerà proprio Nicola Bernardino.

Gianpaolo Cacciapuoti



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