PROPOSTA DI RECUPERO, RESTAURO E VALORIZZAZIONE DEL MONUMENTO AI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA E DEL PATRIMONIO STORICO DELLA MEMORIA CIVICA DI CALVIZZANO
La seguente istanza, predisposta nel 2018 dal prof. Trinchillo e destinata alla Soprintendenza competente, non ebbe seguito a causa del successivo commissariamento dell’Ente. La nuova Amministrazione Comunale la ripropone oggi quale documento di riferimento per avviare le necessarie interlocuzioni istituzionali finalizzate al reperimento di finanziamenti e alla realizzazione degli interventi di restauro e valorizzazione del Monumento ai Caduti e dell’area monumentale ad esso connessa.
Testo integrale dell’istanza del 2018
Alla
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico,
Artistico
ed Etnoantropologico e per il
Polo
Museale della Città di Napoli
Via
Tito Angelini, 22
80129
NAPOLI
e-mail:
sspsae-na@beniculturali.it
Fax
0039.081.2294498
Tel.
0039.081.7499111; 0039.081.2294401
Oggetto:
Richiesta di informazioni per intervento di restauro manufatti e recupero conservativo
e migliorativo di un piccolo ambiente storico, comprendente un monumento celebrativo del patrimonio della
memoria locale dedicato ai Caduti di tutte le guerre e, in particolare, a
quelli del Primo Conflitto Mondiale, in occasione della ricorrenza celebrativa
dell’Anniversario della Vittoria del 4 Novembre 1918/2018.
Questa Amministrazione
Comunale, motu proprio e per
rispondere alle numerose istanze di cittadini, memori del sacrificio di sangue
dei Figli di questo Paese nel corso del Primo Conflitto Mondiale, di cui
quest’anno ricorrerà il 1° Centenario della Vittoria, che sarà celebrato
solennemente il 4 Novembre p.v., ha in animo di effettuare un radicale ed efficace
restauro del Monumento ai Caduti in Guerra, sito nella piazza principale, dal 6
Giugno 1934.
Esso fu inaugurato alla
presenza delle Autorità Civili e Religiose del momento: intervennero, infatti,
Sua Altezza Reale Umberto di Savoia, futuro Re d’Italia col titolo di Umberto
II; il Presidente dei Combattenti e Reduci di Napoli della Grande Guerra,
Avvocato Stalj; l’Arcivescovo di Napoli, Cardinale Alessio Ascalesi; il Podestà
di Calvizzano Domenico Mirabelli; il Parroco Don Antonio Di Sabato, oltre ad
universale concorso di folla della popolazione locale, che aveva offerto un non
banale sacrificio di sangue e di sofferenze civili ed economiche, per la
realizzazione del grande progetto dell’Unità Nazionale, espresso il quel
Conflitto.
Da oltre 80 anni, il
nostro Monumento ai Caduti rappresenta un ideale punto di convergenza della memoria
storica viva e significativa della gente del luogo: si tratta, in pratica, di
un cannone sottratto dall’Esercito Italiano a quello Austroungarico in
precipitosa fuga al di là delle Alpi, dopo la Vittoria Italiana delle truppe,
guidate dal Maresciallo d’Italia Armando Diaz, nei primi giorni del Novembre
1918.
Questo importante
personaggio storico, imparentato con la famiglia del Conte Mirabelli, già
citato per essere il Podestà locale, ne aveva sposato la nipote, nobildonna
Sarah De Rosa-Mirabelli. Diaz, rispondendo alle istanze provenienti dal
Consiglio Comunale unanime e dalla diffusa opinione pubblica, con la forte
motivazione derivante dal ruolo pubblico ricoperto dal Conte Mirabelli, nella
sua veste di Ministro della Guerra, negli anni Venti, concesse uno dei cannoni
abbandonati dagli sconfitti austriaci in ritirata, nelle località che furono
teatro della lunga “Guerra 1915/18”, affinché quella “preda bellica” diventasse
segno e memoria del vittorioso sforzo militare sostenuto dall’Italia. Occorsero,
poi, alcuni anni, affinché si desse una nuova degna sistemazione all’antica
Piazza principale del Paese e fosse dedicato uno spazio, in verità alquanto
angusto, contenente al centro, e ben in vista, il Cannone, di cui si è appena
detto.
Quest’ultimo, costruito
con la tecnologia disponibile oltre un secolo fa, aveva i “raggi” delle ruote
in legno, il metallo non di altissima qualità ed ormai sbrecciato alla bocca di
fuoco, il sistema di caricamento e sparo del colpo ad uso manuale, ecc. Tutti
questi elementi, attualmente, rivelano la loro vetustà e le cattive condizioni
a cui sono stati esposti in tanti decenni di “onorato servizio di
rappresentanza”.
Ecco, allora, il legno
semi/scomparso dalle ruote, il metallo arrugginito, la targa quasi illeggibile con
l’estratto del famoso telegramma annunciante a Roma la Vittoria definitiva, le
parti mobili spesso usate impropriamente da ragazzi e da avventori nel piccolo
recinto, facilmente raggiungibile senza specifici ostacoli, privi di controllo a remoto di telecamere, e senza altri
impedimenti che eccedano il semplice rispetto che si deve ad ogni manufatto che
ricordi la comune e condivisa Memoria storica.
La nostra attuale
richiesta è, dunque, quella di conoscere i modi, i tempi, gli operatori e i
destinatari specifici di una richiesta di finanziamento per tutti quei lavori
che questa Amministrazione Comunale, in ogni caso, non avrebbe la possibilità
economica di fare effettuare autonomamente, da personale altamente
specializzato e nel migliore dei modi possibili ed in tempi compatibili con le
prossime celebrazioni centenarie.
L’intento finale è,
comunque, quello di poter consegnare l’intero manufatto alle future generazioni,
in modo dignitoso e finalmente preservato dal pericolo di depauperamento e/o
distruzione, nonché integro nella sua fattura originale.
Facciamo, pertanto,
istanza e riferimento a codesta Istituzione, che a noi è sembrata ed appare
come quella che maggiormente possa esserci vicina, almeno per indirizzarci e
guidarci, nello specifico, a realizzare il progetto comprendente tutto quanto
sopra descritto, forse persino in modo sovrabbondante, nel nostro entusiasmo
civico, etico, sociale.
In attesa di poter
ricevere un cortese cenno di riscontro alla presente, si segnalano qui di
seguito tutti i possibili recapiti cui fare riferimento:
Indirizzo:
Recapiti
Telefonici:
Indirizzo
e-mail:
Sito
Web:
Incaricato
del progetto ad hoc: