Potere al Popolo: “ a Marano il degrado degli spazi pubblici è il segno di un abbandono sociale e politico”

 

Sta facendo discutere la situazione di uno degli spazi pubblici aperti di Marano, dove alcuni ragazzi continuano a giocare a pallacanestro senza nemmeno avere un canestro. Un'immagine che potrebbe richiamare alla memoria quando, fino ai primi anni Novanta, si vedevano gruppi di ragazzi giocare a calcio per strada utilizzando buste della spazzatura come pali delle porte. Potrebbe sembrare folclore, ma qui non c'è nulla di romantico o nostalgico.

Dietro quella scena c'è invece il dramma dell'abbandono degli spazi pubblici: luoghi lasciati al degrado, talvolta riqualificati e poi nuovamente consegnati all'incuria, senza manutenzione e spesso devastati da chi sembra provare piacere nel distruggere quel poco che resta a disposizione della collettività.

La notizia, pubblicata da una testata online di rilievo nazionale, ha suscitato molte reazioni. Diverse persone si sono persino offerte di regalare un nuovo canestro a quei ragazzi. Un gesto generoso, che però rischia di affrontare solo il sintomo e non la causa del problema.

In una provincia dove ogni opportunità sembra trovarsi sempre altrove, in un altrove spesso irraggiungibile a causa di trasporti pubblici inefficienti, garantire spazi di socialità non è mai considerata una priorità. E questo vale non solo per i giovani, ma per l'intera comunità. Emblematico è il fatto che la fermata della metropolitana più vicina si appresti a chiudere per tre mesi, aggravando ulteriormente l'isolamento di un territorio già fortemente penalizzato.

Da anni denunciamo l'abbandono di numerosi spazi pubblici. Uno dei casi più evidenti è quello dello stadio comunale, che aspetta da tempo interventi di ristrutturazione mai realizzati. Proprio nelle stesse ore in cui si parlava dei ragazzi costretti a giocare senza canestro, lo stadio è tornato alle cronache per il ritrovamento di un cadavere, in quello che sembrerebbe essere un suicidio.

È impossibile non mettere in relazione questi episodi con le carenze strutturali del territorio. La mancanza di impianti sportivi, di luoghi di aggregazione e di attenzione verso il disagio psichico fanno parte dello stesso quadro. Sono manifestazioni diverse di un unico problema: l'abbandono sociale.

A questo si aggiunge la superficialità di amministrazioni locali che lamentano continuamente la scarsità di risorse, senza però riuscire a ottenere dai propri riferimenti istituzionali e nazionali gli investimenti necessari. Nel caso specifico di Marano, comune in dissesto finanziario e giunto al quinto commissariamento, il senso di abbandono percepito dai cittadini è sempre più profondo. Le persone sono costrette a fare i conti con la precarietà lavorativa o con l'assenza di lavoro, con le difficoltà di accesso alle cure e con l'angoscia per il futuro dei propri figli.

La domanda allora è: cosa possiamo proporre, oltre alla denuncia e alla lamentela?

La prima risposta è una maggiore consapevolezza collettiva. Quando chiediamo che non aumentino le spese destinate alle armi e alle guerre, non lo facciamo per un principio astratto. Lo facciamo perché crediamo che le risorse pubbliche debbano essere indirizzate verso ciò che migliora concretamente la vita delle persone: scuole, trasporti, impianti sportivi, servizi sociali, salute mentale, cultura e spazi di aggregazione.

Un canestro nuovo può essere un gesto importante. Ma ciò di cui questi territori hanno davvero bisogno è una politica capace di restituire dignità agli spazi pubblici e speranza a chi li abita. Perché il problema non è l'assenza di un canestro: è l'assenza di una visione per il futuro.

Comunicato stampa Potere al Popolo

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