Perché Raffaele Gagliardi, “il Biscottiere”, merita l’intitolazione di una strada, una piazza o un edificio pubblico a Calvizzano
Un imprenditore prima del tempo
In un’epoca in cui la parola “imprenditoria” era ancora lontana dal linguaggio comune nei piccoli centri del Sud, Raffaele Gagliardi, nato nel 1877, fu un pioniere. Dopo un apprendistato come pasticciere e un fortunato incontro con un artigiano francese da cui apprese segreti del mestiere fondò, nel 1912, il Biscottificio Gagliardi, uno dei primi opifici artigianali del paese. Un laboratorio familiare, sobrio ma dotato di macchinari all’avanguardia per l’epoca, che ha rappresentato per ottant’anni non solo un’attività economica, ma un simbolo identitario di Calvizzano.
Il biscotto che profumava l’aria del paese
I biscotti Gagliardi non erano solo dolci: erano parte della quotidianità, del lessico familiare, delle tradizioni del paese. Il forno a legna, costruito da mani esperte, nelle prime ore del mattino inondava le strade di un profumo inconfondibile. Bastava respirarlo per sentirsi “a casa”. Il biscotto della salute, il “mascarino” bicolore, le freselline al burro, i quaresimali, le pastette: ogni prodotto raccontava una storia, ogni morso conteneva il sapore della genuinità e del saper fare antico.
Un’impresa che ha dato visibilità a Calvizzano
Grazie al biscottificio, Calvizzano fu conosciuta oltre i confini regionali. I prodotti venivano distribuiti in Campania, Lazio, Toscana, Lombardia. Era uso portare quei biscotti in dono, simbolo di gusto e qualità. Divennero, nel tempo, un “marchio di fabbrica” del paese. Il nome Gagliardi fu sinonimo di eccellenza artigiana e ambasciatore del territorio quando ancora non si parlava di “made in” o di marketing del territorio.
Un’eredità che vive nel ricordo di tutti
Intere generazioni ricordano ancora oggi il sapore dei biscotti Gagliardi. Medici pediatrici li consigliavano per lo svezzamento. Le famiglie li portavano in dono, li usavano nei momenti di festa e di lutto. Il valore affettivo e sociale che quella produzione artigianale ha lasciato è testimoniato dal continuo interesse e dalla memoria ancora viva, nonostante la chiusura del biscottificio nel 1992.
Un atto di memoria e gratitudine
Intitolare una strada, una piazza o un edificio pubblico a Raffaele Gagliardi non sarebbe soltanto un gesto simbolico, ma un doveroso atto di gratitudine. Vorrebbe dire riconoscere il valore del lavoro silenzioso, dell’impresa familiare, della trasmissione artigianale dei saperi. Vorrebbe dire ricordare che anche un forno a legna può essere un faro di cultura e identità. Vorrebbe dire, infine, restituire il giusto posto nella storia di Calvizzano a un uomo che ha fatto del pane dolce, della passione e dell’onestà i pilastri di una vita esemplare.
“Ferma restando la rilevanza e il prestigio di figure non locali a cui sono state dedicate opere, strade ed edifici pubblici, è auspicabile che venga data preminenza alle personalità del territorio custodi della memoria e dell’identità collettiva. Dunque, quando iniziamo a pensare anche a chi ha davvero dato lustro alla nostra comunità?” – affermò l'anno scorso ai microfoni di Calvizzanoweb Francesco Ferrillo, quando era il capogruppo di opposizione -. “Proprio per questo era necessario, fin da subito, nominare una commissione toponomastica che potesse avanzare proposte condivise e ponderate. Invece, si continua ad agire in modo estemporaneo: qualcuno si sveglia la mattina e decide, da solo, a chi intitolare un’opera, una strada o un edificio pubblico. Non è sicuramente questo il metodo giusto”.
Oggi che Francesco Ferrillo è un autorevole esponente della nuova amministrazione Borrelli (recentemente è stato nominato presidente del Consiglio comunale) e una figura di rilievo nel panorama politico cittadino, si attiverà per la nomina di una Commissione toponomastica? Staremo a vedere.
