Siamo in Via Ritiro del
Carmine e la porta in ferro che si intravede sulla sinistra, qui nella foto, un
tempo si presentava in legno sgangherato, considerati gli anni che aveva. In
questo locale si svolgeva l'esistenza di una donna che giovane perse il marito
e che da sola dovette dar da vivere alla famiglia composta da lei e da tre
figli. L'esercizio che gestiva era una sorta di merceria, nella quale si
vendeva un po' di tutto: dai detersivi ai gelati e roba di cancelleria. La
proprietaria si chiamava, la chiamavamo tutti Teresina. Una bella donna dagli
occhi azzurri e dai lineamenti furbi, forgiati dalla vita. Conduceva la sua
esistenza in virtù dei figli e di quel magazzino che le permetteva in modo
dignitoso di sbarcare il lunario. Era seria e simpatica, molto furba e scaltra,
quel suo guardarti fissa negli occhi ti parlava, dicendoti: guaglio' je nun so
fessa. Intanto, i figli crescevano, le cose nel mondo mutavano e di conseguenza
anche da noi a Mugnano, anche se lei era tenace e resisteva; poi, la vita la
travolse, perché la vita non guarda in faccia nessuno anche chi ha sacrificato
l'intera esistenza in un buco di negozio per tirare a campare. Volò via da
questa terra e così, per un po' di tempo, l'esercizio fu gestito dal
secondogenito Giosuè che, purtroppo, non resse a lungo, e quella porta in legno
sgangherato fu chiusa per sempre.
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| Sullo sfondo a sinistra il negozio e la casa di Teresina. In via Ritiro nel 1975: foto Mugnano Antica |
Testo e foto di Carmine Cecere

