Erano gli anni sessanta quando frequentavo le scuole
elementari Sequino in Piazza suor Maria Pia Brando, e tutte le mattine, con
l'odore proveniente dalle vicine campagne, mi recavo a scuola. Cartella in
spalla e grembiulino nero, nella folta processione di bambini pressappoco della
mia stessa età. All'epoca non c'erano né mamme né papà ad accompagnare noi
figli a scuola, eravamo automaticamente autonomi. Auto che potevano
impensierire ce ne erano poche e pertanto ci si andava senza alcuna
preoccupazione. L'unica preoccupazione era data dai litigi tra noi ragazzi, ma
ciò accadeva raramente. Sulla strada che ci conduceva all'Istituto, nell'
attuale Via Roma, un tempo Via Sant'Aniello, vi era un locale alquanto
particolare. Poteva essere una merceria ma non lo era, una dolciaria e nemmeno
poteva dichiararsi tale. Fatto sta' che ogni mattina innanzi quel negozio c'era
una fila di bambini ad attendere il proprio turno per acquistare le varie
leccornie in vendita. L'uomo dietro il piccolo bancone si chiamava Umberto
Coraggio (parente di mio padre), il quale con una certa destrezza serviva i
piccoli clienti che a spintoni acquistavano ogni tipo di caramelle, gli
squisiti "Chicchirichì", che era una sorta di grosso bignè ripieno di
panna, di "Ciuciu'" liquirizia e di penne a chi ne chiedeva una.
Nella foto sopra il locale è quello con le porte marrone nel quale alcuni anni
or sono vi era una salumeria. Ricordo ancora il frastuono che producevamo,
qualche furbetto allungava le mani, ma l'occhio vigile di Coraggio scongiurava
qualsiasi furto o altro. Non ricordo affatto quando chiuse i battenti, però so
che a Coraggio subentrarono le nipoti che gestirono il negozio ancora per
qualche anno e poi ci fu la chiusura definitiva.
Testo e foto (2026) di Carmine Cecere
