Prenderà il via questa sera, venerdì 5 giugno alle ore
18, presso la Sala Cavallo, il primo dei tre convegni promossi dalle
associazioni Amici Insieme – Napoli Nord, Marano Lab, LE.GA.ME, Salandra Lovers
e Centro Culturale Eduardo De Filippo, dedicati alla memoria di personalità che
hanno lasciato un segno importante nel panorama culturale, sociale e artistico
del territorio.
Si tratta di un’iniziativa meritoria che va salutata con apprezzamento. Le associazioni organizzatrici hanno infatti scelto di trasformare il ricordo in un’occasione di riflessione e confronto, mantenendo viva la memoria di donne e uomini che, con il loro impegno e il loro pensiero, hanno contribuito alla crescita civile e culturale della comunità.
Il primo appuntamento è dedicato a Vincenzo Esposito, scomparso nel marzo scorso, sindacalista, letterato e uomo di profonda cultura. Una figura autorevole, conosciuta e stimata da molti per la sua preparazione, il suo spirito critico e la sua costante attenzione verso le problematiche del territorio. La sua casa, colma di libri, raccontava già molto della sua personalità. Tra gli scaffali trovavano posto volumi dedicati alla storia del sindacalismo, al pensiero liberal-socialista, all’analisi politica e sociale. Esposito era uno studioso rigoroso, un osservatore attento della realtà, convinto che la cultura dovesse essere uno strumento di partecipazione e di crescita collettiva. Da giornalista ho avuto il privilegio di intervistarlo innumerevoli volte, prima per il periodico “L’Attesa” e poi per Calvizzanoweb. Ogni volta offriva spunti di riflessione, analisi e approfondimenti che andavano ben oltre la semplice cronaca. Quando riteneva che un tema meritasse attenzione, non esitava a chiamarmi per discuterne e per portarlo all’attenzione dell’opinione pubblica. Ricordo con piacere quando mi contattò per complimentarsi dopo la pubblicazione di un articolo del giornalista Daniel Verdù sul quotidiano spagnolo El País, dedicato a Marano nel 2022, nel quale venivamo citati io e Stefania Fanelli. Era la dimostrazione della sua straordinaria curiosità intellettuale e dell’abitudine a confrontarsi quotidianamente non solo con la stampa nazionale, ma anche con quella internazionale più autorevole. Tra le qualità che più lo contraddistinguevano vi era l’indipendenza di giudizio. In una lettera pubblicata circa un anno fa, replicando ad alcune critiche ricevute sui social a seguito di un’intervista Calvizzanoweb, osservò che qualcuno dovrebbe scegliere tra due mestieri ugualmente nobili, quello del giornalista e quello dell’agitatore politico, perché a suo avviso non si possono servire due padroni. Una riflessione che sintetizzava bene il suo modo di intendere il dibattito pubblico: libero, trasparente e rispettoso dei ruoli. Conoscendo il suo pensiero e la sua storia politica e culturale, è difficile non immaginare che avrebbe guardato con grande attenzione critica agli scenari che oggi si stanno delineando in vista delle prossime elezioni amministrative. Da uomo profondamente legato ai valori del centrosinistra e dell’impegno civile, probabilmente non avrebbe condiviso alcune dinamiche e alcune ipotesi che si starebbero prefigurando in ambienti molto distanti da quella tradizione politica e culturale. Un tema che avrebbe certamente affrontato con la consueta lucidità e autonomia di giudizio. Il convegno di questa sera rappresenta dunque non soltanto un doveroso omaggio alla sua memoria, ma anche un’occasione per riscoprire il valore del suo insegnamento e del suo contributo alla vita pubblica del territorio. Per questo va rinnovato il ringraziamento alle associazioni promotrici, che attraverso questa serie di incontri offrono alla comunità la possibilità di ricordare figure che hanno lasciato un’eredità importante e che continuano, con il loro esempio, a indicare la strada dell’impegno, della cultura e della partecipazione.
Mi.Ro.
