Marano. Vincenzo Esposito, il ricordo che commuove: “ha dato tanto a tutti, ma non ha ricevuto altrettanto”

 

La memoria di Vincenzo Esposito continua a parlare al cuore di chi lo ha conosciuto davvero. Lo ha dimostrato il primo dei tre convegni dedicati alle personalità che hanno lasciato un segno profondo nella vita culturale, sociale e artistica del territorio, svoltosi presso la Sala Cavallo davanti a una platea gremita e partecipe.

Una serata intensa, ricca di testimonianze (tra le quali quelle di Roberta Esposito e di Giuseppe, rispettivamente figlia e fratello di Vincenzo) e riflessioni, ma soprattutto di emozioni autentiche. Perché al di là del profilo dell’intellettuale, dell’uomo di cultura e dell’impegno civile, è emersa con forza la dimensione più umana di Vincenzo Esposito: quella di una persona generosa, spesso controcorrente, capace di spendersi per gli altri senza mai risparmiarsi. Non sono passate inosservate alcune assenze, comprese quelle di persone che in vita avevano più volte rivendicato pubblicamente la loro amicizia con Esposito. Assente anche il Partito Democratico, nelle cui liste Vincenzo era stato candidato alle ultime elezioni amministrative. Ma le sedie “vuote” (una metafora ovviamente) non hanno oscurato il valore di una serata che ha saputo restituire dignità e profondità al suo ricordo. Applausi per Franco De Magistris, che con determinazione ha voluto e organizzato l’iniziativa. Qualche digressione fuori tema è stata bonariamente evidenziata da alcuni presenti, ma il suo impegno e la sua tenacia nel tenere viva la memoria di Esposito sono stati riconosciuti da tutti. Molto apprezzata anche la conduzione della giornalista Emanuela Liaci di Casa Bagaria, che ha guidato il confronto con professionalità e sensibilità. Il convegno andrà in onda su Teleischia. Il momento più intenso della serata è arrivato con l’intervento di Giovanni Di Lanno, cognato di Vincenzo. Un racconto sincero, autocritico, privo di retorica, che ha conquistato il pubblico e strappato lunghi applausi.

“Mio cognato ha dato molto ma non ha ricevuto altrettanto. Con lui ho avuto degli scontri enormi; alla fine ho dovuto constatare che aveva ragione”.

Parole semplici ma potentissime, che hanno restituito il ritratto di un uomo spesso incompreso, capace però di vedere più lontano degli altri. Nelle parole di Di Lanno non c’era soltanto il dolore per una perdita, ma anche il riconoscimento tardivo e sincero del valore umano di Vincenzo Esposito. È stato il momento in cui la commemorazione ha lasciato spazio alla verità dei sentimenti. Perché il lascito più importante di Vincenzo non è soltanto nelle sue idee, nei suoi studi o nelle sue battaglie culturali, ma nelle persone che ha saputo toccare e cambiare. Chi era presente ha percepito chiaramente che il vero protagonista della serata non era il ricordo di un uomo scomparso, ma la testimonianza viva di ciò che quell’uomo continua a rappresentare. E forse il messaggio più forte emerso dal convegno è proprio questo: il tempo può allontanare le persone, ma non cancella l’impronta lasciata da chi ha vissuto con passione, coerenza e amore per la propria comunità.

Per questo il ricordo di Vincenzo Esposito non appartiene soltanto al passato. Continua a essere una presenza viva, capace ancora oggi di interrogare le coscienze e di indicare una strada.

L’intervento completo di Giovanni Di Lanno




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