Marano, dove la sobrietà è tradizione: la cappellina di Sant’Antonio di Padova, oggetto di tanta intimistica devozione

                                                               

Una vecchia tradizione locale, che si tramanda dal 1951, vuole onorare annualmente la festività di S. Antonio da Padova, il 13 giugno. Ma raccontiamo le cose con ordine. Per grazia ricevuta, nell’anno del signore 1951, il concittadino Vincenzo Di Criscio volle erigere una cappella al suo Santo protettore (appunto S. Antonio). Grazie alla collaborazione di Giuseppe Schiattarella, la cappellina venne costruita all’angolo tra via Ranucci e i gradoni dell’Annunziata. Alla morte del signor Di Criscio, nel 1989, la tradizione venne perpetuata dal figlio Pasquale, ed è ancora oggi in vigore. Si tratta di una ricorrenza prettamente religiosa, scevra da fuochi e da concertini di piazza, priva di grande folklore e di processioni popolari. Si sviluppa con una Messa all’aperto e la distribuzione di un pane benedetto a tutti i presenti. Questa del “pane” è una tradizione che si ricollega alla vita del Santo, che offriva il “pane della salvezza” a quanti lo seguivano nelle sue preghiere. La manutenzione della cappella, nonché la sua illuminazione nel giorno di festa e le sue lampade perennemente accese sono il frutto di voti e di grazie ricevute dai fedeli.       

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