Libertà e responsabilità: una riflessione per la Festa della Repubblica

 

Nel giorno della Festa della Repubblica, la riflessione di Platone conserva una sorprendente attualità. Nel brano tratto dalla Repubblica, il filosofo non condanna la libertà, ma mette in guardia contro il rischio di abusarne e di confonderla con l’assenza di ogni regola, dovere o rispetto reciproco. Secondo Platone, quando la libertà viene intesa come la possibilità di fare qualsiasi cosa senza limiti, l’autorità perde legittimità, le istituzioni vengono disprezzate e ogni forma di disciplina è vista come un’oppressione. In questo clima di disordine e di eccesso, la società diventa fragile e può finire per invocare un potere sempre più forte, fino a generare quella stessa tirannide che avrebbe voluto evitare. Il messaggio del filosofo è un invito a comprendere che la vera libertà non è licenza, ma responsabilità. Essa vive nel rispetto delle leggi giuste, delle istituzioni democratiche e della dignità degli altri. La Festa della Repubblica celebra proprio questo equilibrio: una comunità di cittadini liberi che partecipano alla vita democratica, consapevoli che i diritti acquistano valore solo quando sono accompagnati dal senso del dovere e dal rispetto del bene comune. Rileggere oggi queste parole significa ricordare che la libertà è uno dei beni più preziosi conquistati dalla nostra Repubblica e che, per conservarla, occorre custodirla con responsabilità, equilibrio e rispetto reciproco.

Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, un servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono gli stessi diritti e la stessa considerazione dei vecchi; e questi, per non parere troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza, nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannide”.

Platone, La Repubblica, Libro VIII

 Buona Festa della Repubblica. Che la libertà, conquistata e custodita dalla nostra democrazia, continui a essere vissuta non come arbitrio, ma come responsabilità, partecipazione e rispetto del bene comune. Grazie al prof. Luigi Trinchillo per averci inviato la riflessione di Platone.

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