Le note che sfidano il degrado: Ciro (originario di Piscinola) e Pietro (maranese doc), custodi dell’anima di Villa Ciaurro

 

Ciro e Pietro
Da due anni, ogni sabato mattina, due pensionati trasformano un monumento romano abbandonato al degrado in un palcoscenico di emozioni. Una storia di amicizia, musica e amore per il territorio che commuove Marano

Ciaurro abbandonato

Ci sono luoghi che il tempo sembra aver dimenticato. Luoghi feriti dall’abbandono, dal degrado e dall’indifferenza. Eppure, a volte, basta una melodia per restituire loro un’anima. Da due anni, ogni sabato mattina, quando il cielo è sereno e la pioggia concede una tregua, due pensionati si danno appuntamento nella storica Villa Ciaurro, antico monumento di epoca romana che oggi versa in condizioni di profondo degrado. Arrivano con i loro strumenti musicali, si sistemano all’ombra degli alberi e per due ore trasformano quel luogo dimenticato in un piccolo teatro a cielo aperto.

Sono Pietro Cristiano, 77 anni, maranese doc ed ex dipendente del Ministero dei Beni Culturali, e Ciro Cozzolino, 73 anni, originario del quartiere Piscinola ma residente da molti anni a Mugnano, al confine con Calvizzano. Due uomini semplici, accomunati dall’amore per la musica e dalla voglia di regalare un sorriso a chi passa. Le note delle grandi canzoni classiche napoletane, quelle che hanno fatto conoscere Napoli nel mondo, risuonano tra i resti dell’antica villa. I visitatori si fermano, ascoltano, qualcuno canta sottovoce, altri applaudono. Per qualche istante il degrado scompare, lasciando spazio ai ricordi, all’allegria e alla bellezza.

La loro è una storia nata quasi per caso

Pietro stava passeggiando in Piazzetta della Pace a Marano con Nanà, la cagnolina di sua figlia. A catturare l’attenzione di Ciro fu proprio quella vivace cagnetta che giocava abilmente con un pallone. Si fermò ad osservarla incuriosito e da lì nacque una conversazione spontanea con Pietro. Una parola tirò l’altra, come spesso accade tra persone accomunate dalle stesse passioni. “Da quando sono in pensione suono la fisarmonica”, raccontò Pietro. “E io da quando sono in pensione suono la chitarra”, rispose Ciro. Da quella semplice chiacchierata nacque un’amicizia sincera e un sodalizio musicale destinato a durare negli anni. Sabato dopo sabato, i due amici hanno continuato a incontrarsi per condividere la loro passione e offrire alla comunità un momento di serenità. Ciro Cozzolino, originario di Piscinola e residente da anni a Mugnano, è conosciuto da molti per la sua passione per la musica e per il suo carattere schietto e generoso. Dopo una vita di lavoro alla Selenia, la pensione gli ha regalato più tempo da dedicare alle sue passioni e agli amici.

Parlando di Ciro, il pensiero corre inevitabilmente al fratello Vincenzo Cozzolino, scomparso prematuramente e ancora oggi ricordato con affetto da quanti lo hanno conosciuto. Vincenzo, uomo di sinistra sinistra, aveva militato in diversi gruppi musicali, lasciando il segno nel panorama locale grazie al suo talento e alla sua passione. Un ricordo che continua a vivere nel cuore della famiglia, degli amici e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di condividere con lui un tratto di strada.

Ritornando a Pietro e Ciro, oggi continuano a portare avanti quella passione che unisce persone, generazioni e ricordi. Le loro melodie non sono soltanto musica: sono un modo per tenere viva la memoria, custodire le amicizie e regalare un momento di bellezza a una comunità che troppo spesso deve fare i conti con il degrado e l’abbandono. Quella di Pietro e Ciro non è soltanto la storia di due pensionati che suonano insieme. È la dimostrazione che la bellezza può nascere ovunque, anche tra le ferite di un monumento dimenticato. È il racconto di un’amicizia nata per caso e diventata un piccolo simbolo di resistenza civile e culturale. Perché a volte non servono grandi opere per cambiare un luogo. Bastano una fisarmonica, una chitarra e due uomini capaci di ricordarci che la musica può ancora unire le persone e far dimenticare, almeno per un paio d’ore, tutto ciò che non va. E adesso non resta che ascoltarli. Perché ogni sabato mattina, tra le mura segnate dal tempo di Villa Ciaurro, le loro note continuano a raccontare una storia semplice ma straordinaria: quella di un’amicizia nata per caso, di una passione che non conosce età e di una bellezza che resiste, nonostante tutto.

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