Incentivi tecnici nei lavori pubblici: cosa sono, come si calcolano e perché il Comune li liquida ai dipendenti. Lo spunto da una recente determina del Comune di Marano
Una guida di Calvizzanoweb per
capire i meccanismi della pubblica amministrazione
Da sempre Calvizzanoweb prova ad andare
oltre la semplice cronaca. Molti atti amministrativi contengono termini,
procedure e meccanismi che ai cittadini appaiono complessi o addirittura
incomprensibili. Per questo, con l’aiuto di professionisti ed esperti, abbiamo
deciso di dedicare spazio a una sorta di “scuola della pubblica
amministrazione”, spiegando in maniera semplice come funzionano gli
strumenti utilizzati dagli enti locali e come vengono gestite le risorse
pubbliche. L’obiettivo non è esprimere giudizi, ma fornire ai lettori gli
elementi necessari per comprendere atti, determine, bilanci e procedure che
incidono sulla vita amministrativa delle nostre comunità. In questo
approfondimento analizziamo il sistema degli incentivi tecnici previsto dal
Codice degli Appalti, prendendo spunto da una recente determina del Comune di
Marano di Napoli relativa ai lavori di messa in sicurezza e adeguamento degli
impianti comunali di accumulo, sollevamento e distribuzione idrica.
Cosa sono gli incentivi tecnici
Quando si leggono le determine comunali
capita spesso di imbattersi nella voce “incentivi tecnici”. Si
tratta di compensi previsti dalla legge per i dipendenti pubblici che svolgono
particolari attività tecniche nell’ambito delle opere pubbliche.
Gli incentivi sono disciplinati
dall’articolo 45 del Codice dei Contratti Pubblici e non rappresentano premi
discrezionali concessi dall’amministrazione. Sono invece somme che la normativa
consente di destinare al personale che segue la progettazione, il controllo e
la gestione degli interventi pubblici.
Tra le attività che possono dare diritto
agli incentivi rientrano: il ruolo di Responsabile Unico del Progetto (RUP); la
verifica e validazione dei progetti; la direzione dei lavori; il coordinamento
della sicurezza; il collaudo delle opere; altre funzioni tecniche previste
dalla normativa.
Da dove arrivano le risorse
La legge consente di accantonare una piccola percentuale dell’importo dei lavori per costituire un fondo destinato agli incentivi tecnici. Nel caso dell’intervento sugli impianti idrici del Comune di Marano, il valore dei lavori posto a base di gara è pari a circa 3,2 milioni di euro. Applicando la percentuale prevista dal regolamento comunale, pari all’1,80%, viene costituito un fondo incentivi di circa 57mila654 euro. Di questa somma: l’80% è destinato agli incentivi per il personale che svolge le funzioni tecniche; il restante 20% viene utilizzato secondo le finalità previste dalla legge e dal regolamento comunale.
Perché gli incentivi non vengono pagati
subito
Un aspetto importante riguarda i tempi di
liquidazione. Gli incentivi non vengono normalmente corrisposti all’inizio dei
lavori ma seguono l’avanzamento dell’opera. In sostanza, man mano che i lavori
procedono e vengono certificati gli stati di avanzamento, matura anche la quota
di incentivo spettante ai dipendenti coinvolti.
Nel caso esaminato dalla determina, il
primo Stato di Avanzamento Lavori (SAL) ha certificato un’esecuzione pari al
32,51% dell’intervento. Di conseguenza è stata liquidata soltanto la quota di
incentivo maturata fino a quel momento.
L’incentivo maturato per questo primo
avanzamento è stato quantificato in circa 14mila995 euro.
Come si stabilisce quanto spetta a ciascun
dipendente
La ripartizione non avviene in maniera arbitraria. Il regolamento comunale attribuisce infatti una percentuale diversa a ciascuna funzione svolta. Nel caso specifico il dipendente interessato ha ricoperto: il ruolo di Responsabile Unico del Progetto (35%);
la funzione di verifica del progetto ai fini della validazione (4%). Le due percentuali sommate determinano una quota complessiva del 39% dell’incentivo maturato. Applicando tale percentuale alla quota maturata con il primo SAL, il compenso lordo spettante risulta pari a circa 5mila848 euro.
Le trattenute e l’importo effettivamente
percepito
Come qualsiasi compenso accessorio
previsto per i dipendenti pubblici, anche gli incentivi tecnici sono soggetti a
contributi e imposte.
La determina riporta infatti: importo
lordo: 5mila847,94 euro; quota contributiva: 1.124,24 euro; IRAP a carico
dell’Ente: 401,51 euro; importo netto liquidato: 4mila723,70 euro. L’IRAP, come
specificato nel provvedimento, resta a carico dell’Ente e trova copertura nelle
economie generate dalle funzioni non svolte dal personale.
La normativa prevede una serie di garanzie e controlli
Gli incentivi possono essere liquidati soltanto se: le attività sono state effettivamente svolte; non vi sono errori, omissioni o ritardi imputabili al dipendente; vengono rispettati i limiti previsti dalla legge e dal regolamento; l’attività svolta viene certificata dagli uffici competenti. Inoltre, il totale degli incentivi percepiti annualmente non può superare determinati limiti collegati al trattamento economico del dipendente. Per concludere, gli incentivi tecnici rappresentano uno strumento previsto dal legislatore per riconoscere il lavoro svolto dai tecnici della pubblica amministrazione nella gestione delle opere pubbliche. Nel caso analizzato, la determina adottata dal Comune di Marano non introduce quindi un nuovo beneficio né una scelta discrezionale dell’amministrazione, ma applica un meccanismo previsto dal Codice dei Contratti Pubblici e dal regolamento comunale, calcolando la quota maturata in relazione all’avanzamento dei lavori e alle funzioni effettivamente svolte dal dipendente incaricato. Comprendere questi meccanismi significa comprendere meglio come funziona la macchina amministrativa e come vengono gestite le risorse pubbliche. Ed è proprio questo l’obiettivo degli approfondimenti che Calvizzanoweb continuerà a proporre ai propri lettori.