Donne di fede e cultura. Suor Maria Carmen Iorio, 35 anni di Consacrazione a Dio: il 25esimo anniversario lo festeggiò nella sua Calvizzano

 

Suor Maria Iorio con don Ciro

L’articolo che le dedicammo a ottobre 2016

La religiosa: “sono convinta che adesso i miei genitori, dal cielo, stanno godendo insieme a noi di questo traguardo di fedeltà”

 Chiesa gremita sabato sera per  accogliere una figlia di Calvizzano, ma soprattutto una grande donna di fede. Riportiamo per intero il suo discorso  

Eccomi qua insieme a voi per lodare e ringraziare il Signore per il grande dono della vocazione e per il 25° anno di vita religiosa tra le Suore Catechiste del Sacro Cuore. La vocazione è un dono di Dio, e pertanto gratuito: e se lui dona, dà anche la grazia sufficiente per vivere degnamente un tale stato di vita. Bisogna però porre la nostra fiducia in Lui e non nelle nostre forze: perché senza di Lui non possiamo fare niente. Il Signore ci chiama come vuole, quando vuole e, soprattutto, chi vuole : tante volte   mi sono chiesta perché avesse pensato a me… e non posso far altro che esserGli grata per l’amore e la predilezione che mi ha mostrato in questi anni.

La mia storia è cominciata quando ho cominciato ad insegnare dalle suore… molti di voi mi chiamavano la signorina Carmela…ed è stato lì che ho iniziato a interrogarmi sul mio futuro, se potevo dare qualcosa di più al Signore che già amavo come voi, come una battezzata. Un giorno sono venuti nella nostra parrocchia dei sacerdoti per la missione popolare e, in quell’occasione, si è acceso ancora di più il desiderio di donarmi al Signore fino a maturare l’intenzione di consacrarmi a Lui in modo speciale, divenendo Sua Sposa, uno stato di vita per me affascinante. Ho lasciato il lavoro e ho dovuto lottare con il mio papà che non accettava questa mia scelta e ha sempre sperato che mi ricredessi, anche dopo la morte di mamma. Vi voglio raccontare un aneddoto che ha rinforzato ancora di più la mia vocazione, perché quando si sceglie il Signore  neppure gli affetti più cari ti lasciano deviare dalla strada intrapresa.  Dopo la morte di mamma avevo chiesto a papà  di non andare più a lavorare a giornata, perché non c’era più mamma che al mattino presto gli avrebbe preparato il pranzo per portarselo (pur sapendo che ho delle cognate meravigliose che avrebbero supplito). Papà si fermò per un attimo e mi disse “Hai ragione! Però facciamo un patto: se tu ritorni a casa io non andrò più a lavorare”. Rimasi sbalordita per quello che mi aveva chiesto (ero suora di diversi anni e pensavo fosse ormai rassegnato) ma gli risposi: “Mi dispiace dirti così, ma tu continua a lavorare mentre io continuo per la mia strada”.

Sono convinta che, adesso, i miei genitori, dal cielo, stanno godendo insieme a noi questo traguardo di fedeltà.

Ringraziamenti  

Voglio ringraziare i miei genitori e le persone che mi hanno aiutato a vivere la risposta alla mia vocazione, a cominciare da mio nonno (che ha sempre creduto in me), i miei fratelli, Suor Mercede, maestra del mio noviziato e le superiori di Calvizzano: suor Giuseppina, suor Giuliana, suor Carmen, suor Salvatorina, suor Lorenzina, suor Chiara e tutte coloro che mi hanno guidato e sostenuto in diversi modi in questi anni. Oggi in particolare ringrazio Madre Roberta che con il suo esempio e la sua tenacia porta avanti la Congregazione con amore e dedizione. E, infine, ma non per ultimo, voglio ringraziare don Ciro per l’affetto e la stima che nutre per la vita religiosa, don Paolo che non conosco bene ma che sento affettuosamente vicino nella preghiera, e tutti voi, comunità di Calvizzano che sempre ci accompagnate con la preghiera e ci manifestate il volto materno della chiesa particolare…Grazie a Gesù…grazie a tutti.   

Oggi suor Maria Carmen vive a Ripalimosani (provincia di Campobasso) dove è madre Superiora. Sotto l’articolo che le ha dedicato “Il Gazzettino”

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