Calvizzano. Fabio Felaco, una crescita costruita sul territorio: dalle battaglie civiche al successo elettorale

Tra le battaglie più significative di Felaco figura anche quella condotta con Santopaolo per la revisione della perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico e idraulico di Calvizzano e Marano, a ridosso  dell’Alveo del Carmine

Se chiedi a Fabio Felaco a quale partito si sente appartenere, ti risponde: “io sono di centro destra, mi ritengo un berlusconiano”. Dunque Forza Italia, rilanciamo? No, risponde secco: berlusconiano. Nel 2013, aveva 33 anni, venne nominato commissario cittadino del Pdl. Già era un promettente politico calvizzanese, e fu uno dei 39 delegati comunali del Pdl nominati il 28 giugno 2013 da Luigi Cesaro (all’epoca coordinatore provinciale del Popolo della Libertà napoletano), d’intesa con il coordinatore regionale Nitto Palma. In pratica, Felaco svolgeva le funzioni di commissario cittadino con il compito di traghettare il partito fino alla fase congressuale, durante la quale sarebbero stati eletti i componenti del direttivo e il segretario. Non era la prima volta che assurgeva a incarichi politici importanti: era stato per lungo tempo segretario cittadino dell’Udc. In quel ruolo, a dicembre 2009, ebbe il coraggio (anche se qualcuno parlò di farsa) di sospendere dal partito i consiglieri comunali dell’epoca, Giuseppe Salatiello, Antonio Martiello e Cristofaro Agliata (deceduto nel 2014), perché avevano preso posizioni unilaterali, senza averle concordate con il partito. Nella serata di lunedì 28 dicembre 2009, infatti, i tre iscritti al partito di Casini si videro recapitare l’atto di sospensione, dopo un’accesa riunione avvenuta all’interno della sede di Corso Mirabelli. La decisione scaturì dopo che Salatiello invitò, attraverso una lettera protocollata al Comune, il sindaco dell’epoca Granata a revocare la delega di assessore ad Antonio Sequino (buonanima, padre dell’ex consigliere comunale Biagio Sequino, leader di Rinascita Calvizzanese), anche lui, in quel periodo, iscritto al partito di Casini. Granata agì subito, senza pensarci due volte. Così Sequino decise di formare insieme a Cavallo e D’Ambra un nuovo gruppo politico, mettendo in imbarazzo lo stesso Felaco, che però, pur ritenendo che il gesto di Sequino fosse più grave di quello compiuto dai tre consiglieri comunali, non lo sospese dal partito. Insomma, lo spirito d’intraprendenza non è mai mancato certamente a Felaco, per un lungo periodo pupillo dell’ex sindaco Giuseppe Salatiello, scomparso nel 2017. Nel 2008 si candidò nella Lista Calvizzano Democratica, capeggiata dal candidato sindaco dell’epoca Giuseppe Granata. Felaco non fu eletto, ma conseguì un buon risultato. Granata lo premiò, nominandolo componente del Consorzio cimiteriale Mugnano-Calvizzano, organismo nel quale ha svolto anche il ruolo di vice-presidente. All’epoca, in un’intervista rilasciata a Calvizzanoweb, si dimostrò già molto critico nei confronti dell’ex sindaco Giacomo Pirozzi, in riferimento alla consiliatura 2003-2008. Nel 2020 si candidò nella lista Vinciamo con Calvizzano con Giuseppe Santopaolo sindaco e venne eletto; dopo poco più di un anno passò in maggioranza con Pirozzi, dove ha ben ricoperto il ruolo di assessore. Con Santopaolo i rapporti politici e umani sono stati quasi perfetti, poi si sono incrinati, culminando nello scontro in Consiglio di novembre 2025. Felaco non si aggregò al passaggio nei banchi dell’opposizione del gruppo Calvizzano Libera e Democratica, capeggiata da Luciano Borrelli (poi diventato attuale sindaco). Rimase in maggioranza da indipendente. Poi ha fatto parte dei 10 consiglieri che si sono dimessi il 5 febbraio scorso e hanno mandato a casa l’ex sindaco Pirozzi. La frattura tra i due consiglieri, a giudicare dai toni, difficilmente si sarebbe potuta risanare. Le loro strade politiche apparvero segnate da direzioni diverse, con posizioni e visioni che sembravano essersi definitivamente allontanate. Poi si sono candidati entrambi nella lista Noi X Calvizzano. Fabio Felaco si è piazzato al nono posto con 431 voti (un successone avendo quasi raddoppiato i voti del 2020: 228), mentre Santopaolo, a nostro avviso uno dei più preparati della scorsa consiliatura, si è classificato all’undicesimo posto, ultimo utile per entrare nei banchi della maggioranza, con 383 voti. Ora qualche considerazione sul piano umano e sociale. Un generoso. Nel periodo del Covid, Felaco donò all’Istituto Polo 15 SIM card per altrettanti smartphone, devoluti alla scuola dall’imprenditore Bruno Cesaro. È uno che sa curare i rapporti con la stampa, con Calvizzanoweb non ci sono mai state frizioni, anche durante i momenti di critica, ci siamo sempre chiariti e andati avanti. Avvocato civilista, sposato, tre figli, si è sempre battuto per evitare che chiudesse l’Ufficio del Giudice di Pace di Marano.

 

 

 

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