Autismo, oltre le bandiere: Calvizzano ha bisogno di una collaborazione vera

 

Le elezioni amministrative sono finite. I cittadini hanno scelto chi dovrà governare Calvizzano nei prossimi anni e il verdetto delle urne va rispettato. Ma ci sono temi che, per la loro importanza sociale, non dovrebbero mai essere rinchiusi dentro i confini della maggioranza e dell’opposizione. Tra questi c’è sicuramente l’autismo. Da una parte, il programma della coalizione “Noi X Calvizzano” ha individuato nella realizzazione della Casa dell’Autismo uno dei progetti più innovativi e significativi dell’intero mandato amministrativo. Una proposta ambiziosa ma concreta, che punta a creare un luogo di supporto multidisciplinare, inclusione, accompagnamento educativo e sostegno alle famiglie. Un progetto che, se realizzato, potrebbe rappresentare un punto di riferimento non solo per Calvizzano ma per tutta l’area a nord di Napoli. Dall’altra parte, archiviata la campagna elettorale, il Movimento Futura è tornato a impegnarsi su una battaglia che da considera prioritaria: la proposta di legge a tutela delle persone con disturbi del neurosviluppo e autismo. Un’iniziativa che ha portato diversi volontari e attivisti a raccogliere firme sul territorio per sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere un percorso legislativo che possa garantire maggiori diritti e servizi alle famiglie.

La particolarità della situazione è che Movimento Futura, pur avendo scelto di candidarsi all’interno della coalizione di centrodestra guidata dall’ex sindaco Pirozzi, oggi non dispone di rappresentanti in Consiglio comunale. Ciò non significa però che il suo contributo debba essere escluso dal dibattito cittadino. Anzi. Quando si parla di autismo, le appartenenze politiche dovrebbero lasciare spazio al confronto e alla collaborazione. Perché se da un lato c’è chi raccoglie firme per ottenere maggiori tutele normative, dall’altro c’è un’amministrazione che ha inserito tra le proprie priorità la creazione di una struttura dedicata alle persone autistiche e alle loro famiglie. Due percorsi diversi, ma che vanno nella stessa direzione. Sarebbe quindi auspicabile che, su un tema tanto delicato e importante, si costruisse un dialogo serio tra chi governa e chi, pur restando fuori dalle istituzioni, continua a impegnarsi sul territorio. Le famiglie che convivono ogni giorno con le difficoltà legate all’autismo non chiedono vittorie politiche, ma risposte concrete. Hanno bisogno di servizi, assistenza, percorsi di autonomia, sostegno psicologico e strutture adeguate. La Casa dell’Autismo, se diventerà realtà, avrà bisogno di progettazione, competenze, risorse e soprattutto di una rete territoriale forte. Allo stesso modo, ogni iniziativa legislativa che mira a rafforzare i diritti delle persone con autismo ha bisogno del sostegno delle comunità locali per trasformarsi in strumenti realmente efficaci. Per questo motivo l’auspicio è che l’autismo diventi uno dei terreni sui quali sperimentare una politica diversa: meno interessata alle divisioni e più concentrata sugli obiettivi comuni. Perché quando si parla di fragilità, inclusione e diritti, la vera vittoria non appartiene a una parte politica ma all’intera comunità. Calvizzano ha oggi l’opportunità di dimostrare che su temi così importanti si può lavorare insieme. Sarebbe un segnale di maturità istituzionale e, soprattutto, una risposta concreta alle tante famiglie che da anni aspettano attenzione, ascolto e servizi adeguati.

 

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