Dalla pagina facebook del sindaco di Quarto Antonio Sabino
«Morta una camorra se ne fa un’altra», «Pupazzo»,
«Pupazzi», «Ti metto dentro ai muri».
Questi sono solo alcuni dei messaggi social che stanno arrivando in queste ore dopo la demolizione dei silos dell’ex impianto di betonaggio, confiscato dalla Procura antimafia al clan Nuvoletta-Polverino e oggi acquisito al patrimonio dei beni confiscati del Comune di Quarto, per trasformarlo in un centro polivalente culturale con teatro all’aperto e aree fitness.
Si tratta di messaggi molto gravi, per i quali
presenterò formale denuncia ai carabinieri della Tenenza di Quarto. Saranno
adesso gli organi inquirenti e la Procura antimafia a valutare e indagare.
È evidente che, dopo 34 anni, il recupero di
quest’area per trasformarla in un bene comune dà molto fastidio alla camorra.
Ma noi andiamo avanti e non ci lasceremo intimidire, perché sappiamo bene che
la stragrande maggioranza dei cittadini di Quarto sostiene la nostra azione di
recupero di oltre 70 beni confiscati.
Abbiamo dato risposte sociali ai bisogni collettivi
grazie ai beni confiscati e non ci fermiamo. Proseguiamo con l’accelerazione
dei lavori per l’inaugurazione del nuovo parco nell’ex cementificio e con due
nuovi bandi, entro fine giugno, per assegnare altri cinque beni confiscati.
